
In seguito alla pandemia Covid-19 il Consiglio federale ha attivato una piattaforma, Medtech Supply, tramite la quale acquista materiale sanitario per la Svizzera. “Su questa piattaforma vengono pubblicate le commesse pubbliche per maschere protettive, occhiali protettivi, guanti, tute protettive e camici, alle quali possono partecipare tutti i possibili fornitori che rispettino le direttive prescritte dalla Legge sulle commesse pubbliche”, spiega Lorenzo Quadri in un’interpellanza al Consiglio federale. “In considerazione del fatto che i valori soglia definiti per le commesse pubbliche per appalti diretti ammontano a 700’000 franchi, il Consiglio federale ha acquistato test rapidi che vengono messi a disposizione dei cantoni nel quantitativo di 70’000 pezzi al giorno”. Quadri aggiunge: “Il Consiglio federale acquista dunque dei lotti che permettano di restare sotto i valori soglia e così sfruttare la possibilità di assegnare appalti diretti a fornitori scelti dal governo stesso”.
Domande al Consiglio federale:
- La scelta di cui sopra mira ad escludere dal mercato attori e prodotti che invece sono presenti e certificati nel resto d’Europa, e che dovrebbero essere fruibili ed acquistabili anche in Svizzera?
- Come mai in altri Stati europei, non da ultima l’Austria, vengono, rispettivamente verranno svolti test rapidi a tappeto, mentre la Svizzera non sceglie questa via che permetterebbe di ridurre il rischio di focolai dovuti alle persone asintomatiche?
- Cosa pensa di fare il Consiglio federale nel concreto per ridurre il rischio di focolai generati da persone asintomatiche?
- Il Consiglio federale non reputa opportuno verificare cosa viene fatto nel resto del mondo per ottenere delle zone “Covid-free”?
- Se l’esempio della Cina dimostra che in 5 giorni possono essere testate 9 milioni di persone, come mai in Svizzera dopo mesi non si riesce a garantire una verifica a tappeto della positività o meno della popolazione?
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