
"Che fine ha fatto la politica cantonale volta ad assicurare un misurato ammodernamento delle proprie infrastrutture turistiche e sportive in zona agricola?"
Lo chiedono in un'interrogazione al Consiglio di Stato i deputati Claudio Franscella (PPD, primo firmatario), Stefano Steiger (PLR), Maurizio Agustoni (PPD), Andrea Giudici (PLR), Nadia Ghisolfi (PPD), Giorgio Galusero (PLR), Angelo Paparelli (Lega), Alex Pedrazzini (PPD), Monique Ponzio (Lega), Mauro Minotti (Lega) e Fabio Bacchetta-Cattori (PPD).
Gli undici deputati ricordano che lo scorso 18 febbraio 2015 il Consiglio federale, rispondendo ad una precisa interpellanza del consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi (14.4121), ha indicato il contesto evidenziando due principi: "Il primo stabilisce come i terreni agricoli che continuano ad adempiere i criteri di qualità previsti per le superfici per l’avvicendamento culturale (le famose aree SAC), pur se inseriti in una zona per attività turistiche o sportive, sono computabili nel contingente cantonale che la pianificazione territoriale deve assicurare. Il Consiglio federale precisa in sostanza quanto il Tribunale federale aveva già deciso qualche anno fa per il Comune di Monteggio, e cioè che questo principio vale anche per nuovi campi da golf. Il secondo principio, finora mai esternato - ed è questa la novità della risposta a Regazzi - è la libertà di manovra che il Consiglio federale conferisce ai Cantoni nell’affrontare questa particolare situazione."
"Nelle scorse settimane uno studio aveva indicato quale sia la valenza economica del settore del turismo ticinese, che da quest’anno si è dotato di una nuova ed efficace struttura organizzativa finalizzata a rispondere alle sempre più esigenti richieste della clientela" scrivono gli interroganti. "La destinazione Ticino non potrà mai essere concorrenziale, e nessuno lo vuole, con il turismo di massa; è invece sul turismo di nicchia che occorre puntare e ciò richiede di dotarsi di infrastrutture che, nel rispetto del territorio, siano interessanti e attrattive. Esemplare è la gestione di nuovi campi da golf: al nord delle Alpi nello scorso decennio ne sono stati realizzati una quindicina e, in un territorio già pianificato nel dettaglio, questi sono verosimilmente tutti in zona formalmente assegnate all’agricoltura. Ma il tema va ben oltre i soli campi da golf e concerne anche altre infrastrutture turistico/sportive di importanza generale."
"Le scelte strategiche del Governo cantonale degli anni Novanta andavano in modo determinato verso la completazione dell’infrastruttura turistica con la pianificazione nel Piano direttore, cioè nel documento centrale dell’ordinamento territoriale, di diversi nuovi campi da golf" proseguono gli undici deputati. "Sono passati vent’anni e cosa è successo? Della Svizzera già abbiamo detto, mentre in Ticino si è riusciti, grazie soprattutto alle capacità imprenditoriali del Patriziato di Losone, proprietario fondiario di terreni della dimensione sufficiente (decine di ettari) e alle Autorità comunali e regionale del Locarnese a realizzare il nuovo campo di golf di Losone. Campo che nel frattempo ha assunto rinomanza internazionale. Per il resto si è assistito ad una serie di piccole scaramucce locali tra proprietari, promotori e Comuni. Gli enti turistici e le Regioni, che in questo contesto non hanno potuto giocare un ruolo importante, hanno sempre dimostrato un grande interesse. Purtroppo il ruolo del Cantone e del Dipartimento del territorio, specie in questi ultimi anni, si è caratterizzato per una fragorosa assenza, se non addirittura per un diverso indirizzo che sempre più si è trincerato in una difesa ad oltranza delle zone agricole a scapito di ogni altra utilizzazione."
"Fosse vera e confermata questa tendenza" scrivono ancora gli interroganti, "è evidente che ci si troverebbe confrontati con una grave scoordinazione tra indirizzi cantonali in materia di obiettivi strategici che “da sempre” hanno posto il turismo nelle priorità di sviluppo e attività dei singoli servizi dell’amministrazione cantonale. Ancor più incomprensibile sarebbe questa nuova tendenza in quanto l'onorevole Marco Borradori nell’estate 2012 aveva precisato ai Municipi dei tre Comuni dell’unico progetto di golf regionale ancora attivo, quello del Bellinzonese, “che la strategia cantonale degli anni Novanta non era mutata e che a breve sarebbe stata ridefinita alla luce della tematica dei comprensori SAC”, tematica ora chiaramente inquadrata dal Consiglio federale nella già citata risposta del 18 febbraio 2015 all'onorevole Fabio Regazzi e dalle concrete realizzazioni nei Cantoni dell’Altipiano e dell’arco alpino a vocazione turistica."
Sulla base di queste premesse, gli undici deputati pongono quindi al Consiglio di Stato le seguenti domande:
"Visto che il Consiglio federale ha evidenziato che non vi sia conflitto tra nuove infrastrutture turistiche o sportive di importanza generale e contingenti SAC che i Cantoni devono assicurare alla Confederazione, la politica cantonale in materia è confermata?"
"Se sì, come mai il Dipartimento del territorio in questi ultimi anni ha adottato un approccio molto prudente, per non dire restrittivo, che ha bloccato diverse iniziative?"
"Il Consiglio di Stato non ritiene che, vista la conferma dell’importanza cantonale del turismo e il conseguente ammodernamento delle proprie infrastrutture, sia necessario coordinare ed allineare l’operato dei vari servizi su questo indirizzo?"
"Se per contro il Consiglio di Stato avesse modificato radicalmente la propria politica in materia di nuove infrastrutture turistiche in zona agricola, a quando risale questa decisone? Gli attori del settore turistico e le Regioni di sviluppo sono stati eventualmente coinvolti in questa decisione?"
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