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Ticino
Perché il bus non è stato sequestrato prima?
Redazione
13 anni fa
Dal Cantone spiegano che la linea Mendrisio-Porto Ceresio ha viaggiato in un vuoto legale per quattro anni. "Ma si era sempre andati d'accordo"

Ha circolato quotidianamente sulla linea Mendrisio-Porto Ceresio per quattro lunghi anni. Ma poi, un bel mercoledì di dicembre, il bus delle Autolinee Mendrisiensi viene bloccato in dogana e sequestrato per mancanza di autorizzazioni, obbligando la società a sospendere il servizio. Da subito e a tempo indeterminato.

Assurdo. Come mai questo sequestro non è stato fatto prima? In fin dei conti, tra il 2009 e oggi, quel bus in dogana ci è passato migliaia e migliaia di volte...

Lo abbiamo chiesto al capo della Sezione della mobilità del Cantone, Martino Colombo. Il quale non sa spiegarsi come mai il sequestro sia stato effettuato proprio in quel freddo giorno di dicembre e non prima, ma sa illustrarci i motivi per cui le autorità italiane hanno operato nel giusto.

O meglio. Più che nel giusto, hanno operato in un vuoto di legge che effettivamente non consente al bus di passare la frontiera.

"A livello normativo un'azienda di trasporto deve avere una concessione o un'autorizzazione per effettuare un servizio di linea" spiega Colombo. "La Autolinee Mendrisiensi dispongono di una concessione, ma un servizio transfrontaliero, come quello della Mendrisio-Porto Ceresio, necessita di un'autorizzazione internazionale. Il problema è che le due cose non sono combinabili, ossia non si può avere sia una concessione che un'autorizzazione."

"Finora nonostante questa assenza di normativa si era andati d'accordo" prosegue Colombo. "La linea era nata dopo lunghe consultazioni con l'Italia ed entrambe le parti erano interessate alla sua esistenza. Tra l'altro a sovvenzionare la linea è sempre stata la Svizzera, che ha deciso di allungare il percorso dei bus visto che in precedenza stavano fermi per venti minuti a Brusino. Tanto valeva, quindi, sfruttare quel lasso di tempo per raggiungere Porto Ceresio ed offrire un'alternativa alla mobilità privata per i frontalieri della zona."

Non si sa perché, però, mercoledì scorso le autorità italiane hanno deciso di non tollerare più questo vuoto legale. Che oltretutto andava solo a loro vantaggio. Ora la matassa andrà sbrogliata, trovando un accordo tra Svizzera e Italia. L'Ufficio federale dei trasporti avvierà a breve le trattative, ma per il momento tutto resta bloccato.

Colombo ci spiega che le altre linee transfrontaliere non dovrebbero comunque essere a rischio sequestro. Sulla Ponte Tresa-Luino è stato introdotto un cambio di bus alla dogana proprio per evitare problemi, mentre i collegamenti tra il Ticino e Malpensa sottostanno ad un'altra normativa, essendo traffico esclusivamente internazionale che non consente di viaggiare unicamente all'interno di uno Stato. Nemmeno le ferrovie devono temere spiacevoli imprevisti al momento di attraversare la dogana, visto che pure loro sottostanno a differenti norme.

Di altri sequestri in vista, quindi, non ve ne dovrebbero essere, i bus ticinesi dovrebbero poter continuare a sconfinare tranquilli. Certo che se si vuole cercare di arginare l'esplosione del traffico sulle nostre strade, la regolarizzazione dei servizi bus transfrontalieri deve essere una massima priorità. Avrebbe dovuto esserlo già prima di mercoledì.

AS

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