
«Da sempre, per accedere alle piscine del bagno pubblico comunale, gli allievi del vicino Liceo cantonale di Bellinzona passavano da un cancello situato lungo la porzione di parete recintata meridionale di fronte al Liceo, che divide il sedime della scuola e la piscina. Da quanto ci è stato riferito ora, invece, tale passaggio è stato chiuso e i liceali devono allungare il percorso fra la scuola e la piscina per passare obbligatoriamente dalla cassa». È questa la premessa dell'interrogazione presentata al Municipio di Bellinzona dai consiglieri comunali del Partito Comunista Massimiliano Ay e Alessandro Lucchini, a nome del gruppo Unità di Sinistra.
Prima, alla fine della lezione (in piscina), il docente di Educazione fisica riferiva il numero preciso di allievi presenti per il conteggio finanziario, viene spiegato. Ora, al fine di essere conteggiati, sono tutti obbligati a passare dalla cassa, come detto, «perdendo così inutilmente anche tempo prezioso di lezione».
L'interrogazione, intende capire per quale motivo è stata presa la decisone. «La Città non si fida forse dei funzionari cantonali preposti al conteggio degli studenti?». E ancora: «Come si giustifica l'obbligo di passare dalla cassa per presunte “ragioni di sicurezza” e di conteggio preciso quando, alla prima ora di lezione (08:00), la cassa stessa risulta chiusa, costringendo docenti e allievi a utilizzare entrate alternative come quella del lato tennis?».
Secondo i due consiglieri comunali, inoltre, le restrizioni d’accesso colpiscono non solo il Liceo, ma anche gli utenti del CPT e della Scuola Cantonale di Commercio. «È stata valutata l’entità del disagio complessivo arrecato al polo scolastico di Bellinzona e si è considerato un coordinamento con le direzioni di tutti gli istituti coinvolti?», viene ancora domandato.

