
È il Ticino il Cantone dove si ricorre maggiormente al Pronto soccorso. Lo evidenziano i dati di uno studio dell'Osservatorio svizzero della salute, secondo il quale la media di visite è di 204 ogni 1000 abitanti a livello nazionale, ma di ben 319 ogni 1000 abitanti in Ticino.
Sulla scorta di questi dati, relativi all'anno 2011, il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva presentato nel novembre 2013 un'interrogazione al Consiglio di Stato, per chiedere maggiori lumi su questa particolarità. Inoltre Robbiani voleva sapere quanti morosi, quanti stranieri e quanti richiedenti l'asilo fanno capo al Pronto soccorso e se pagano le loro fatture.
Il Governo ha fornito le sue risposte negli scorsi giorni.
"La differenze tra il Ticino e gli altri Cantoni non ha una spiegazione univoca" scrive il Consiglio degli Stati. "Da una parte in Ticino nel 2011 non esistevano strutture alternative ai Pronto soccorso, come ad esempio delle permanences private conosciute in altri Cantoni. Nel frattempo anche in Ticino si stanno però sviluppando forme organizzative in cui più medici di specialità diverse si raggruppano in un'unica struttura, offrendo servizi diversificati e multidisciplinari, con orari di apertura prolungati e la possibilità di prendere a carico anche pazienti che giungono senza appuntamento o per problemi improvvisi."
"D'altra parte" prosegue il Governo, "in alcune regioni vi è una certa carenza di medici di famiglia e anche laddove sono presenti si assiste a cambiamenti nelle abitudini dei pazienti, con una quota sempre maggiore che, a seguito anche dell'accresciuta mobilità professionale e residenziale, non fa più capo ad un proprio medico di riferimento per anni, ma al manifestarsi di problemi di salute anche non propriamente urgenti si rivolge direttamente al Pronto soccorso."
"Inoltre" aggiunge il Governo, "non va dimenticata la vocazione turistica del Cantone: un numero importante di consultazioni di Pronto soccorso nei mesi estivi, infatti, sono da attribuire non tanto alla popolazione indigena quanto a non residenti che si trovano da noi in vacanza."
Poi si passa alle cifre. Nel 2011 erano stati 102'043 i pazienti visitati nei vari Pronto soccorso dell'EOC, per una fatturazione complessiva di 24,3 milioni di franchi. Nel 2014 sono stati 110'667, per una fatturazione di 30,9 milioni.
Nel 2011 1'881 pazienti erano considerati morosi e pertanto le loro fatture sono state pagate interamente dall'Istituto assicurazioni sociali, per un ammontare di 554'700 franchi. Ma da inizio 2012 è entrato in vigore il nuovo articolo della LAMal, che prevede che le cure d'urgenza medica siano coperte dagli assicuratori malattia. Ne consegue che dal 1° gennaio 2012 l'EOC non registra più perdite a causa di pazienti morosi.
Gli stranieri che si sono rivolti ai vari Pronto soccorso dell'EOC pur non disponendo di una copertura assicurativa erano stati 761 nel 2011, 666 nel 2004. Per le prestazioni erogate a queste persone, spiega il Governo, l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento ha versato all'EOC 206'644 franchi nel 2011, rispettivamente 222'990 nel 2014.
Nel caso di cittadini UE, i costi da loro generati vengono rimborsati all'EOC tramite l'Istituzione comunale LAMal di Soletta, che a sua volta si rifà sull'assicurazione statale dello Stato di residenza del paziente curato. Le spese dei richiedenti l'asilo vengono invece coperti dalle casse malati o, se non sono ancora registrati, dalla Segreteria di Stato per la migrazione.
E il sistema funziona, dato che le perdite per fatture non pagate sono poco consistenti: 159'000 franchi nel 2011 (931 casi), 109'315,75 franchi nel 2014 (421 casi).
Interessante notare che sui 931 casi del 2011, ben 915 riguardano cittadini svizzeri, mentre nel 2014 gli svizzeri sono stati responsabili di 390 delle 421 fatture non pagate.
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