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Ticino
"Perché abbiamo puntato tutto su Cassis"
"Perché abbiamo puntato tutto su Cassis"
"Perché abbiamo puntato tutto su Cassis"
Redazione
9 anni fa
Bixio Caprara torna sulla scelta di presentare un unico candidato per il Consiglio federale. "Se i romandi..."

Nell'editoriale pubblicato oggi dal giornale partitico "Opinione liberale", Bixio Caprara spiega, dopo un'estate che "per taluni non ha avuto pause", perché non ha presentato un ticket ticinese per la corsa in Consiglio federale. 

"Dopo le dimissioni del consigliere federale Didier Burkhalter il Ticino si è trovato alla ribalta in quanto è stato da subito evidente che esistevano le condizioni favorevoli affinché il Ticino potesse ritornare in Consiglio federale a rappresentare la Svizzera italiana" scrive il presidente del PLR ticinese.

"Lo ripeto per l’ennesima volta" ribadisce Caprara. "Avessimo avuto da parte del PLR svizzero e delle sezioni romande indicazioni favorevoli all’attribuzione del posto vacante ad un rappresentante della Svizzera italiana, ci saremmo adoperati per mettere a disposizione una scelta di più candidati visto che era evidente che all’assemblea federale si doveva presentare più di un candidato. Ma da parte romanda è stato chiaro sin dall’inizio che avrebbero difeso fino alla fine il loro terzo seggio, per buona pace della favola sulla solidarietà latina. Per questo semplice motivo ci siamo dovuti focalizzare sul candidato che meglio rispondeva ai requisiti richiesti dal PLR svizzero. Da molte settimane ormai Ignazio Cassis è sezionato e grigliato dai media di tutta la Svizzera. E’ ben evidente il gioco delle parti e i diversi interessi in gioco".

"Ma non è per nulla un gioco per buona pace di chi è arrivato a sostenere che in fondo basta sapere l’italiano per garantire attenzione alla Svizzera italiana" prosegue Caprara. "Beh, non siamo per nulla d’accordo. Come dice Ignazio ci vuole un «riflesso monosinaptico» per poter reagire automaticamente quando un tema tocca la Svizzera italiana. Ci vuole la nostra cultura non basta l’italiano".

Caprara sostiene invece l'opinione di chi sostiene che "le valutazioni devono privilegiare le qualità del candidato e non ridursi a una questione di genere o di provenienza geografica". Da qui è partito "l'elogio" del candidato prescelto: "Il percorso politico di Ignazio è per certi versi particolare" scrive Caprara. "La sua formazione di medico lo ha portato piuttosto tardi alla politica e direttamente in Consiglio nazionale rispetto al classico percorso comunale e poi cantonale. Dopo 10 anni di gavetta a Berna è stato nominato presidente del gruppo parlamentare quale grande attestazione di apprezzamento per il suo lavoro. In questo ruolo ha mostrato le sue qualità. Persona estremamente gentile e affabile, difensore della concordanza, ma pronto a sostenere con grande convinzione e determinazione le posizioni del proprio gruppo quando il dibattito politico lo richiede. L’approccio scientifico grazie alla sua formazione di medico, le sue competenze sociali, la capacità di argomentare e di spiegare, l’approfondita conoscenza dei dossier sul piano federale, la determinazione e la tenacia nel talvolta lungo ed estenuante processo politico sono ingredienti preziosi e determinanti che possono arricchire il nostro Consiglio federale".

Oggi il gruppo parlamentare deciderà il ticket definitivo da presentare alle Assemblee federali, che voteranno il prossimo 20 settermbre: "La Svizzera italiana c’è e vuole contribuire attivamente alla conduzione del nostro splendido paese, per amore della Svizzera" conclude Caprara.

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