
L’associazione 'Sì alla Scuola di tutti' è convinta che occorra sostenere la sperimentazione della riforma "La Scuola che verrà" per quattro ragioni fondamentali.Innanzitutto, secondo la stessa associazione "una bocciatura di questa sperimentazione" - il cui cfedito è di 6,7 milioni franchi sarà messo in votazione il prossimo 23 settembre - "metterebbe un veto su qualsiasi rinnovamento della didattica scolastica ancora per molti anni", tanto che secondo la sua presidente Anna De Benedetti Conti, "in Ticino rischiamo sempre di arenarci ancora prima di entrare nl merito dei progetti restando indietro".
Secondo Katya Cometta, vice-presidente dell’associazione, "la sperimentazione è frutto di un lungo lavoro e di lunghe consultazioni con docenti, esperti e genitori, per cui è un progetto da sostenere".
Inoltre, secondo Daniela Pugno Ghirlanda, deputata in Gran Consiglio e relatrice della commissione scolastica, precisa che "il Gran Consiglio aprirà la discussione su una riforma di più ampia portata soltanto se la valutazione finale sarà positiva e i risultati degli allievi migliori nella sua sperimentazione nelle 7 sedi ticinesi prescelte, il Gran Consiglio aprirà la discussione su una riforma di più ampia portata".
L'associazione 'Sì alla Scuola di tutti' precisa poi che "la sperimentazione non cambia i piani di studio, i programmi delle diverse materie, le ore lezioni complessive e resteranno pure invariati gli accessi alle formazioni scolastiche e professionali postobbligatorie.
Quello che cambia, è il potenziamento e allargamento delle ore di laboratorio e atelier a nuove materie (come inglese, geografia, storia e civica e scienze naturali) e l’introduzione di una valutazione finale al termine della Quarta media che includa sia le note sia un quadro descrittivo delle competenze dell’allievo invece della semplicistica etichetta A= bravo e B=non bravo.
Da parte sua, Stefano Imelli, direttore delle Scuole medie di Acquarossa, afferma che "questa sperimentazione potenzia quello che già funziona, pur mantenendo gli obiettivi e i traguardi attuali della Scuola media".
Infine, Donatella Faldarini, direttrice dell’Istituto scolastico di Paradiso, è del parere che "nella scuola dell’infanzia ed elementare saranno aumentate le risorse di docenza (co-insegnamento) e la generalizzazione dei docenti di materie speciali "per attivare percorsi educativi che tengano maggiormente conto delle diversità di competenze degli allievi".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

