
Sindacati da un lato. Associazioni padronali dall'altro. Un solo messaggio forte e chiaro: per salvare la legge sulle imprese artigianali, al secolo la LIA, faremo di tutto. Anche, se del caso, ricorrere al Tribunale Federale o scendere in piazza.
Gli ostacoli giuridici, si sa, non mancano. Ma il sostegno è trasversale. Pure i capigruppo in Gran Consiglio si sono detti pronti a combattere l'abrogazione della legge. Ossia la via intrapresa dal Governo dopo i ricorsi accolti dal Tribunale amministrativo che l’ha giudicata in contrasto col mercato interno.
"Bisogna prima di tutto analizzare bene la sentenza e poi capire lo spazio di manovra" ha spiegato ai microfoni di TeleTicino il presidente dell'Unione delle Associazioni dell'edilizia (UAE) Piergiorgio Rossi. "Per questo abbiamo creato un gruppo di lavoro trasversale con la politica in modo da arrivare con un progetto sostenuto politicamente e funzionante col diritto superiore".
Al vaglio quindi tutta una serie di correttivi e proposte. Dall'iscrizione gratuita con sostegno pubblico alla revisione delle categorie. La sentenza del TRAM però parla chiaro: per i settori affiliati alla LIA non esisterebbe margine di manovra. Non la pensa così il presidente della Commissione Vigilanza Renzo Ambrosetti che, a scanso di equivoci, ribadisce che la legge è tuttora in vigore. L’iscrizione resta quindi obbligatoria.
Le difficoltà del mercato del lavoro ticinese sono state ricordate anche dai sindacati. Intervenire a monte come la LIA, hanno detto, è fondamentale. I soli controlli a posteriori ormai non bastano più.
Maggiori dettagli e le reazioni sindacali questa sera alle 18.45 nel Tg di TeleTicino
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