
Un’opera d’arte come megafono delle proprie rivendicazioni. È capitato con i girasoli di Van Gogh, con “il Pagliaio” di Monet e ieri con la statua di cera di Re Carlo III al museo di Madame Tussauds. Il gruppo di attivisti per il clima “Ultima generazione” ha scelto di colpire l’arte per dare voce alle proprie proteste. Ma quali sono le conseguenze per chi subisce questi attacchi? “Dal punto di vista dei musei e dei proprietari di queste opere si tratta di atti di vandalismo”, ha spiegato a Ticinonews Tobia Bezzola, direttore del MASI di Lugano. “Il lato positivo è che non si tratta di vandalismo distruttivo, siccome sono state attaccate opere protette da vetri, e solo le cornici hanno riportato alcuni piccoli danni. Insomma, abbiamo a che fare con un vandalismo simbolico”.
Cosa cambierà
“I musei renderanno più attenti i sorveglianti, chiederanno loro di prestare maggiore attenzione alle persone presenti nelle sale. La stessa cosa vale alla cassa: se un gruppo di giovani sta per entrare e si comporta in modo sospetto si presenterà maggiore attenzione”, ha spiegato Bezzola.
“Speriamo non si vada oltre”
Finora sono state colpite opere d’arte protette da vetri, almeno nel caso dei quadri di Van Gogh e Monet. “Speriamo che non abbiano in programma di colpire opere non protette da vetri, questo sarebbe un cambiamento molto serio e i danni diventerebbero irreparabili”, ha concluso Bezzola.

