
Era un'ipotesi, messa nero su bianco e discussa un anno fa durante uno dei tanti incontri della Piattaforma di dialogo fra le parti andato in scena a Lucerna e moderato dall'ex consigliere nazionale Franz Steinegger.
Ma poi accantonata, con ogni probabilità per non arroventare ulteriormente il clima attorno a un tema che a Bellinzona fa discutere ininterrottamente da dieci anni. Per finanziare la realizzazione delle nuove Officine FFS si era pensato, ha appreso il Corriere del Ticino, alla partecipazione di investitori esterni.
L'eventuale aiuto di terzi avrebbe comportato un risparmio di circa 125 milioni di franchi sui 360 previsti per l'edificazione del moderno stabilimento che sorgerà nel 2026 nella zona industriale di Castione. La società o il mecenate di turno avrebbero poi affittato il sito produttivo alle Ferrovie per una somma che a lungo termine avrebbe comportato una spesa attorno ai 6 milioni di franchi, come riporta il Corriere del Ticino.
Di questa possibilità, messa sul tavolo dai vertici dell'ex regia federale, non era finora mai emerso nulla. Stando a quanto ci risulta l'ipotesi di coinvolgere nell'operazione un investitore esterno non è piaciuta né alle istituzioni interessate (Consiglio di Stato e Municipio di Bellinzona) né tantomeno alla Commissione del personale allargata e ai rappresentanti sindacali. Così l'alternativa è stata lasciata cadere nel vuoto.
E si è preferito chiedere uno sforzo economico al Governo e alla Città i cui legislativi in autunno-inverno saranno chiamati a stanziare, rispettivamente, 100 e 20 milioni di franchi per concretizzare l'Officina di domani. I messaggi sono in fase di elaborazione e saranno pronti a breve, prima cioè delle vacanze estive degli esecutivi cantonale e comunale.
Gli "investitori" esterni possono solo ridurre gli investimenti iniziali. Occorre anche un contributo dei partner sociali», si legge nella presentazione delle FFS proiettata in occasione della riunione svoltasi il 23 giugno 2017.
In pagina anche il destino da definire del Centro di competenza attivo da quasi tre anni in seno alle Officine. Che ne sarà dopo il 2019? Verrà inglobato nel futuro Parco dell'innovazione?
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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