
Per le castagne è stata un’annata da incorniciare: nei punti di raccolta ne sono state consegnate oltre 70 tonnellate. A differenza degli anni del cinipide, quest’anno il frutto è tornato e in abbondanza. “Abbiamo lasciato alle spalle il momento buio dell’epidemia del cinipide”, ha sottolineato in diretta a Ticinonews Marco Conedera, ricercatore dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).
Andamento stagionale “molto favorevole”
“Il castagno è una specie con cicli interni di produzione e l’andamento stagionale è stato molto favorevole”, ha aggiunto. Sì perché durante la fioritura bisogna avere un tempo secco e asciutto in maniera che il vento impollini i fiori, poi ci vuole la pioggia per permettere ai frutti di svilupparsi e infine durante l’autunno bisogna farli arrivare a maturazione senza eventi traumatici per evitare danni: “Tutto questo è successo in combinazione quest’anno. Ed è stato un record anche dei periodi del pre-cinipide”, ha sottolineato Conedera.
“Fondamentale raccogliere le castagne”
Per quanto riguarda il futuro, invece, ci si aspetta che il cinipide torni a disturbare i castagni ma in maniera contenuta. “Il cinipide attualmente viene controllato da un’antagonista naturale che si nutre delle larve del cinipide. È una questione di prede e predatore: ci aspettiamo che nei prossimi anni ci saranno delle piccole recrudescenze, ma saranno oscillazioni però contenute”. Insomma, raccogliere castagne non è solo un piacere ma è anche importante: “La raccolta delle castagne è l’ultima fase di valorizzazione di questo prodotto che fa parte della nostra cultura e che fino a qualche secolo fa era di vitale importanza per sopravvivere, fare questo gesto vuol dire anche rivalorizzare una tradizione, una cultura e avere anche un prodotto a km zero e totalmente biologico”. Per gli amanti del frutto, anche se la stagione delle castagne è praticamente finita, c’è ancora possibilità di trovarne “ad alta quota”.
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