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Ticino
“Per la demolizione non sono stato contattato”
Redazione
5 anni fa
Il municipale Roberto Badaracco delinea i fatti di sabato sera e ribadisce la sua contrarietà allo sgombero. “Le autorità non hanno valutato le conseguenze per tutta la città”

Lo sgombero prima e la distruzione poi dell’ex Macello stanno scrivendo la storia ticinese di questi giorni. La decisione del Municipio, lo ricordiamo, è stata presa dalla maggioranza ma non tutti i municipali erano d’accordo con questo passo. Tra questi troviamo Roberto Badaracco, il quale ai microfoni di Radio3i ha dichiarato di non essere nemmeno stato contattato per la distruzione della struttura legata all’autogestione. “Sabato pomeriggio pensavo filasse tutto liscio. In serata la collega Karin Valenzano Rossi mi ha chiamato per dirmi che i Molinari avevano occupato l’ex Vanoni, e mi è stato confermato che sarebbero andati avanti con lo sgombero, perché questa era la decisione di maggioranza presa durante l’ultima seduta dell’esecutivo”, spiega Badaracco. “Io ho confermato la mia linea e la mia idea sulle modalità e i tempi inadeguati utilizzati dal Municipio”.

“Non sono stato contattato per la demolizione”
Dopo quella telefonata, però, Badaracco non ha più sentito nessuno. “Ho saputo in piena notte della demolizione dello stabile e il giorno dopo ho chiamato la mia collega chiedendo come mai avessero scelto di fare questo passo”, prosegue il municipale. La collega – spiega – ha detto di aver contattato soltanto i favorevoli allo sgombero, dando per scontato che i colleghi già oppositori non fossero d’accordo con la demolizione. “Ho fatto notare che un’informazione del genere deve arrivare a tutti”.

Secondo il municipale Plr in generale i tempi e i modi decisi dal Municipio sono sempre stati inadeguati. “Anche lo sgombero entro venti giorni ho sempre pensato fosse ingiustificato dopo un’occupazione di vent’anni”, spiega confermando le opinioni differenti e contrastanti tra i municipali.

Senza dialogo è difficile
Un’alternativa credibile e immediata allo sgombero è difficile da immaginare se non c’è volontà di dialogo tra le parti. “Questo è un lato certamente negativo ed è un nodo prima o poi dev’essere sciolto perché parlarsi tra sordi non serve a niente”, sottolinea. Ad ogni modo gli autogestiti sembrano essere intenzionati a continuare con le manifestazioni: per domani è stato programmato un incontro all’ex-Macello e sabato ci sarà un altro corteo. Una situazione, dunque, che rischia di protrarsi nel tempo. “Uno dei motivi per il quale mettevo in dubbio uno sgombero del macello era proprio per evitare questo tipo di eventi. Ritengo comunque che il luogo – in centro città – non fosse adatto all’autogestione, però ho reso attenti i colleghi che per ogni decisione bisogna valutare le conseguenze”. Un aspetto che secondo Badaracco è stato altamente sottovalutato dalla maggioranza del Municipio: “Non si può mettere una città sotto assedio della polizia, questa situazione non ci farà bene perché farà scappare sia i clienti dei commerci, sia i turisti, sia la popolazione”.

Escalation di tensione
Una cosa è certa: la tensione è in aumento da sabato. La distruzione durante la notte della struttura dedicata all’autogestione ha sicuramente rotto ancora di più i rapporti. Si è trattato, infatti, della distruzione di un valore simbolico per molti, non solo per gli autogestiti. “Ha innescato una dinamica pericolosa e ha fatto elevare ancora di più la voglia di vendetta”, sottolinea Badaracco. Il municipale, insomma, avrebbe agito in maniera diversa dando piuttosto prima un’alternativa di ubicazione. “Le autorità non hanno valutato le dinamiche nefaste per tutta la città”, ha ribadito.

Il futuro dell’autogestione
Per quanto riguarda il futuro dei Molinari si è parlato dell’ex depuratore delle acque sul piano della stampa ma è un’opzione “in corso di valutazione”. Per Badaracco è una soluzione “che potrebbe concretizzarsi ma ora è importante lavorare per proporre qualcosa di alternativo” e cercare di instaurare quello che ora sembra un dialogo impossibile.

Ex-Macello sottoposto a sequestro
Nel frattempo, dopo la denuncia penale avanzata dai Verdi di Lugano, oggi anche il Ministero pubblico comunica di aver avviato una serie di verifiche, aprendo un procedimento penale. Le ipotesi di reato, al momento contro ignoti, sono quelle di violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell’arte edilizia e infrazione alla Legge federale sulla protezione dell’ambiente.

L’intervista a Roberto Badaracco di Teleticino

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