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Per il turismo ticinese il 2025 «è stato il terzo miglior anno negli ultimi 15 anni»
© Chiara Zocchetti / Ticinonews
© Chiara Zocchetti / Ticinonews
A influire il bel tempo e i grandi eventi. Presto per parlare dell'effetto dell'instabilità geopolitica e dell'influsso del progetto Ticino 365. Sguardo al futuro. Le previsioni per i prossimi due anni sono rosee e l'ipotesi 'Olimpiadi Invernali' fa venire l'acquolina agli albergatori.

Prosegue la tendenza positiva per il turismo in Ticino. Il 2025 è stato un anno positivo con cifre caratterizzate dal segno più. Rispetto al 2024 i pernottamenti sono aumentati del 3,69%. In territorio positivo anche l'occupazione media, aumentata dell'1,7%, raggiungendo quota 43,4%. Un'annata che non può che far felici gli albergatori. «È stato un anno molto favorevole e abbiamo chiuso molto bene», dice la presidente di HotellerieSuisse Ticino, Sonja Frey. «È stato il terzo miglior anno degli ultimi quindici anni, quindi siamo molto contenti. Abbiamo una percentuale di +1% di svizzeri, quindi adesso siamo al 60% e soprattutto il mercato estero, e proveniente dagli Stati Uniti e poi anche da Gran Bretagna».

L'instabilità geopolitica

Un buon anno segnato dal bel tempo e dai grandi eventi. Per Massimo Perucchi del Comitato HotellerieSuisse Ticino «la positività è dovuta agli eventi, come sempre, e soprattutto per la meteo. Abbiamo avuto un anno stupendo, abbiamo avuto il sole che splendeva in Ticino per la maggior parte dei giorni e questo si è ripercorso anche sui pernottamenti», spiega Perucchi. Attualmente l'occhio volge indirettamente al contesto internazionale. L'instabilità però sembra favorire il settore, o meglio, è un'ipotesi sollevata da Sonja Frey: «Al momento non possiamo dire tanto, c'è magari chi non arriva, chi non prenota. Però dall'altro lato abbiamo tanti svizzeri, tanti tedeschi che non volano all'estero e che intendono fare le vacanze in sicurezza. La Svizzera è un paese molto sicuro e lo è anche il Ticino».

Ticino 365: "Un cambiamento c'è stato"

Capitolo destagionalizzazione con il progetto Ticino 365. Una variazione c'è stata, ma è prematuro parlare di tendenza: «Il cambiamento c'è stato, un piccolo cambiamento, ma c'è stato», afferma Perucchi. «Per l'inerzia del cambiamento bisogna aspettare: io mi sono detto almeno dai cinque ai dieci anni per riuscire a cambiare questo Cantone e soprattutto la mentalità di questo Cantone. Questo comunque deve confrontarsi con la meteo e con tutti gli attori in gioco che tengano aperto durante il periodo invernale. Se questo non succedesse, Ticino 365 andrà a morire fra dieci anni».

La questione alloggi a breve termine

Pur riconoscendo il ruolo complementare degli alloggi a breve termine, l'associazione si è anche espressa sulla volontà politica di aumentare gli affitti a breve durata da 90 giorni a 180. Massimo Perucchi sottolinea l'intenzione di avere condizioni eque, evidenziandone una differenza tra centro e periferia: «Vogliamo regole uguali e questa è la mia risposta. L'abbiamo visto, adesso, con la preoccupazione che c'è stata con Crans-Montana. Tutti si sono preoccupati per quello che è successo, giustamente. Tutti devono essere preoccupati per tutti gli alloggi. Non possiamo solo preoccuparci dei ristoranti e degli alberghi e tralasciare completamente tutto il settore paralberghiero. A livello ticinese sono contrario all'aumento a 180 giorni, categoricamente. Il Cantone deve porsi la domanda sulla questione dei letti freddi. A mio modo di vedere il Cantone, riferendomi a questa situazione, deve essere diviso in due, cioè le valli e il centro. Sono completamente differenti per quel che riguarda il turismo. Se parliamo di valli e di estremità del Ticino, sono d'accordo di potere aumentare a 180, perché hanno bisogno di vivere e non avere solo letti freddi. Per quel che riguarda il centro sono completamente contrario a un aumento a più di 90. Anzi, in tutto il mondo si cerca di definire e di abbassare il computo dei giorni e noi vogliamo andare ad aumentarli. No, grazie», dice Perucchi.

E per il futuro?

Infine sguardo al futuro. Per il 2026 l'Ufficio federale della cultura prevede una crescita del 2,3%, addirittura del 4,3% per il 2027 e per il 2038 si assaporano le Olimpiadi invernali: «Per noi è sicuramente positivo, anche perché è durante l'inverno e quindi sarebbe anche una bella pubblicità per il Ticino per avere un po' di turisti o anche chi partecipa alle Olimpiadi durante l'inverno», conclude Frey.