
Il Partito socialista prende posizione sulla decisione di UDC e PLR di bocciare in Consiglio nazionale la regolazione dell'apertura di nuovi studi medici. Ecco il comunicato:
"La giornata nera per il Ticino a Berna è stata caratterizzata da due decisioni. La prima al Consiglio nazionale, dove la nuova maggioranza di Destra si è imposta bocciando a sorpresa la regolazione dell’apertura di nuovi studi medici specialistici. Questa moratoria non riguardava i medici di base. Un numero illimitato di studi medici specialistici, con il conseguente aumento dell'offerta, provocherà l'aumento della spesa sanitaria e quindi l’aumento dei premi di cassa malati.
Il Ticino sarà uno dei Cantoni più toccati: come Cantone di frontiera siamo più esposti a un forte afflusso di medici specialisti, come già avvenuto in passato. I Consiglieri nazionali ticinesi di PLR e Lega-UDC hanno purtroppo contribuito a bocciare il compromesso già raggiunto dalle Camere. Un ulteriore aumento dei premi sarà utilizzato dai partiti di Destra per far sì che siano le casse malati a decidere con che medici lavorare, in barba alla libertà di scelta degli assicurati (abolizione dell’”obbligo di contrarre”).
La seconda decisione arriva dal Consiglio federale, che, invece di presentare misure concrete ed efficaci per rafforzare le misure di accompagnamento contro il dumping salariale, si limita a proposte insufficienti e ha di nuova rimandato tutto a fantomatici gruppi di lavoro. Nonostante tutte le promesse, i lavoratori ticinesi si trovano ancora confrontati con un mercato del lavoro senza garanzie a difesa dei salari e dei posti di lavoro. Per il Ticino un venerdì nero!"
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