
Il PLR ticinese prende posizione sull’attuale emergenza sanitaria e sulle possibili misure che potranno essere adottate. Esprimendo "comprensione per le preoccupazioni della popolazione" e "solidarietà verso chi è colpito dal contagio", il partito conferma ampia fiducia alle autorità federali e cantonali per l'approccio "progressivo e proporzionato".
Per il partito le frontiere devono restare aperte, ma una loro chiusura "non è un tabù", precisa il PLR in una nota, nella quale sottolinea che "la politica ha seguito il parere degli specialisti".
"È evidente a tutti che prima si potrà invertire la curva di crescita del contagio, prima la vita di tutti i giorni – anche per le nostre aziende – riprenderà" si legge nella nota. "La salute pubblica ha la priorità e l’obiettivo primario deve essere assicurare il corretto funzionamento delle strutture sanitarie. Per questo motivo per il PLR le frontiere devono restare aperte soprattutto per il personale sanitario indispensabile agli ospedali ticinesi e al settore sociosanitario, ammettendo ulteriori eccezioni solo in casi particolarmente giustificati". Quanto agli altri lavoratori provenienti dall’Italia, "ogni ulteriore misura restrittiva che vorrà proporre il Consiglio di Stato al Consiglio Federale, competente in materia, raccoglie il pieno sostegno del PLR" conclude il partito.
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