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Ticino
“Per il Molino si cerchi anche fuori da Lugano”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
5 anni fa
Firmato il rapporto in Commissione sanità e socialità in cui si chiede a Cantone di fare la sua parte. Al di là della possibile destinazione, estesa a tutto il Ticino, si è puntato sulla designazione di un mediatore, per un “ultimo tentativo”. Borradori: “Segnale positivo, vedremo se servirà”

Il futuro del Molino potrebbe essere fuori da Lugano e il Cantone potrebbe finalmente essere coinvolto. Tiziano Galeazzi e Raoul Ghisletta hanno infatti firmato oggi il rapporto congiunto, in Commissione Sanità e Socialità, sulla mozione Schnellmann-Badaracco-Corti del 2012, in cui si chiedeva a Comune e Cantone di adoperarsi per trovare una nuova collocazione all’autogestione dell’ex Macello. Due i punti su cui si è basato il compromesso tra destra e sinistra: da un lato, come richiesto da di Ghisletta, si è insistito sulla figura del mediatore, cui il gruppo di lavoro congiunto dovrà indirizzarsi per cercare di trovare per l’ultima volta una soluzione di concerto, per fare, si legge nel rapporto “un ultimo tentativo”. Dall’altra parte, su insistenza di Galeazzi, si è fatto sì che il raggio di ricerca di una nuova sistemazione non si limitasse al Comune di Lugano o al Luganese ma comprendesse l’intero territorio cantonale. Ora manca l’approvazione del Gran Consiglio, che si esprimerà nella sua seduta di fine maggio/inizio giugno. Al momento è stato approvata la discussione in forma scritta, ma il gruppo leghista ha già annunciato che chiederà il dibattito ridotto.

Approvano Lega, Udc, socialisti e Ppd. Astenuti Verdi e Plr
Massimiliano Robbiani, presidente della commissione, si è detto soddisfatto per l’esito della trattanda, dove oltre alla strana concordanza di socialisti e Lega/Udc si è aggiunta l’approvazione del gruppo Ppd: “Prima di oggi mancava un gruppo”, ha spiegato Robbiani, “non si può presentare il rapporto in Gran Consiglio con la sola approvazione di due gruppi”, astenuti Plr e Verdi anche se, assicura Robbiani, il dibattito si è svolto “senza tensione politica”. “Siamo soddisfatti”, ha comunicato Galeazzi, “per me era molto importante che l’eventuale soluzione non si limitasse a prendere in considerazione Lugano”. “È un buon passo”, ha dichiarato invece Ghisletta, “vedremo se darà frutti. Quello che è chiaro”, ha aggiunto, “è che se non si prova neanche a mediare non si va da nessuna parte, vale la pena provare”. Ghisletta si è detto comunque dubbioso per l’efficacia della misura sul piano politico, soprattutto a livello comunale: “Bisogna vedere se si troverà qualche comune disposto ad ospitare il centro”. Entrambi i relatori hanno comunque sottolineato come fosse importante sollecitare una presa di posizione del Consiglio di Stato.

Borradori: “Segnale politico positivo, vedremo se servirà”
Da noi interpellato telefonicamente, il Sindaco di Lugano Marco Borradori si è detto soddisfatto per la decisione di estendere la ricerca al di fuori del territorio comunale, con riserva: “È un segnale politico molto positivo”, ha dichiarato, “vedremo ora se servirà. In questo periodo ne succede una ogni giorno”. Per il Sindaco è comunque troppo presto per valutare, specie senza aver visionato il rapporto concreto, se questo potrà avere un impatto sulla decisione di sgombero: “Al momento non penso, ma dobbiamo fare le nostre considerazioni. Se il rapporto venisse approvato in Gran Consiglio sarebbe comunque un segnale che c’è sostegno da parte del Cantone”.

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