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Ticino
"Per i fulmini ho perso più di 20 animali"
"Per i fulmini ho perso più di 20 animali"
"Per i fulmini ho perso più di 20 animali"
Redazione
7 anni fa
Un contadino di Cademario ha subito perdite di bestiame in due occasioni. Come proteggersi dalle scariche elettriche? I consigli dell'esperto

La storia di Roberto, contadino malcantonese, ha dell'incredibile. Nel 2003, sulla collina di Agra, un fulmine ha centrato 5 sue mucche e 5 vitellini, che sono morti sul colpo. Pochi anni dopo, più o meno nello stesso punto, sono morte, sempre a causa di un fulmine, altre 7 capre, che si trovavano sotto una pianta. Vicende a seguito delle quali oggi Roberto ha un rapporto di sana "diffidenza" con i fulmini, che gli hanno cambiato il modo di stare all'aperto. "Non sono più stato fuori come prima" racconta Roberto ai colleghi di TeleTicino. "Dopo quella volta delle mucche mi tiro dentro appena c'è un temporale...". 

Quello dei fulmini, soprattutto in questo periodo, resta un problema serio. Ieri in Polonia almeno cinque persone sono morte a causa di una tempesta di fulmini sui monti di Tatra, e altre 100 sono rimaste folgorate. Anche il Ticino è terra di fulmini. È infatti il Cantone con il maggior numero di scariche elettriche: qui si registrano medie che vanno da 4 a 6 fulmini per chilometro quadrato, nettamente al di sopra del resto del Paese.

"Il periodo di maggior frequenza dei temporali è ora" spiega Stefano Zanini di Meteo Svizzera ai microfoni di TeleTicino. "Si inizia verso fine primavera fino alla prima metà di agosto, poi c'è un netto declino dell'attività temporalesca". A dare origini a temporali e fulmini sono le importanti differenze di temperatura fra le masse d’aria al suolo e in quota, fenomeni tipici durante l’estate: "La particolarità di questo agosto" aggiunge Zanini, "sono i venti forti in quota, che hanno permesso lo svilupparsi di temporali di caratteristiche rare da noi, come per esempio quello di Figino: temporale di tipo supercellulare. La particolarità di questi temporali è che hanno una durata di vita decisamente superiore a quelli comuni".

Di qui una serie di consigli pratici dell'esperto se vi doveste trovare intrappolati in un temporale in alta montagna: "È importante non stare vicino ad oggetti appuntiti, o anche in montagna a delle punte di roccia. Evitare assolutamente alberi singoli, quindi stare in mezzo a un bosco fitto piuttosto che sotto un albero, oppure cercare un riparo sotto una roccia. Però quello che è importante è stare accovacciati coi piedi che si toccano, più compatti, più a forma di sfera possibile proprio per far sì che eventuali differenze di potenziale nel terreno non possano dar luogo a un flusso di corrente elettrica attraverso il corpo".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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