
“La rottura dell’argine è stata la conseguenza di precipitazioni intensissime, che non se ne vedevano più da decenni qui a Bellinzona. Immagino che se fosse stata una giornata normale di lavoro, probabilmente ci si sarebbe attivati prima rispetto all’esondazione del riale. Il fatto che non ci fosse nessuno a scuola in quel momento è stata sicuramente fortuna, meglio che sia andata così”. Così il sindaco Mario Branda commenta la situazione creatasi a Giubiasco, dopo che il riale Fossato sabato sera ha divelto un muro della camera di contenimento, andando a invadere completamente il terreno della scuola dell’infanzia Palasio. Edificio che resterà inagibile per i prossimi 4-8 mesi, ha fatto sapere il Municipio di Bellinzona, che sta cercando delle opzioni alternative per consentire la ripresa scolastica ai 160 bambini della scuola. Per capire l’entità e la gravità causate dal maltempo nella zona, i colleghi di Radio 3i hanno interpellato anche il geologo Urs Lüchinger. “Si tratta di un evento”, commenta, “che dà seguito a una precipitazione da ventennale a trentennale e anche postumo a precipitazioni pregresse, di poco tempo fa, che hanno creato una condizione di partenza negativa”.
Il riale Fossato ha invaso l’asilo Palasio. L’edificio si trova al posto sbagliato?
“Difficile dare una risposta. Con quel che è successo, la posizione non era ideale. Altrimenti non sarebbe occorso quello che effettivamente è accaduto. In tutti i casi il piano delle zone di pericolo pone una fascia di livello medio proprio lungo l’asta di questo riale. Il Cantone, con i suoi geologi e ingegneri idraulici, andrà ora a verificare quanto è accaduto. Potrebbe anche essere che si è verificata una frana improvvisa nel bacino imbrifero, che ha modificato la prevedibilità del pericolo di questo corso d’acqua”.
Per il futuro cosa ci dobbiamo aspettare?
“Ultimamente dico spesso che la gente ha la memoria corta: questi eventi in un contesto alpino come il nostro non sono poi così rari. Negli ultimi 30 anni diverse zone (una volte la valle Maggia, una volta Davesco, ecc...) sono state colpite da eventi meteorologici importanti, che provocano dei dissesti di versante o crolli di manufatti. Non bisogna sorprendersi se in futuro accadrà ancora una cosa del genere: è praticamente certo. Per quanto riguarda le opere di contenimento e di protezione, ci sono i consorzi, il Cantone, i comuni con i vari Municipi che si adoperano affinché queste opere vengano mantenute al meglio, quindi svuotandole periodicamente. Nel caso specifico del riale Fossato per fortuna queste opere c’erano, altrimenti sarebbe stato un disastro ben maggiore rispetto a quello che è accaduto”.
Anche a Lumino del materiale è fuoriuscito dalle vasche di contenimento. Quattro persone sono state sfollate. Oltre allo svuotamento regolare di queste vasche, c’è qualcosa in più che si può fare?
“Le dimensioni di queste vasche sono pensate per degli eventi importanti. Ma è difficile fare di più rispetto a quanto c’è già. Se una vasca è ritenuta insufficiente, si procede a metterla a posto secondo i criteri attuali. È probabile e possibile che ci siano delle vasche ancora sottodimensionate, ma gli operatori del campo stanno lavorando affinché tutte queste opere vengano adeguate. Bisogna anche però dire che non posso essere ridimensionate oltre una certa misura: se il costo dell’opera supera di molto i danni che potrebbe provocare un eventuale straripamento del materiale all’interno della camera, il rapporto costo e benefici deve essere sostenibile. Si fa quello che si può, rimanendo dentro dei paletti tecnici specifici, che non sempre possono contenere eventi eccezionali”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

