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Ticino
Per Carità!
Redazione
12 anni fa
Mentre Paolo Bernasconi ipotizza per i membri del CdA dell'EOC il reato di favoreggiamento, per il mago Otelma finirà tutto a tarallucci e vino. Avrà ragione il paragnosta?

"Dagli accertamenti della magistratura nei confronti dei vertici Eoc non emergerà assolutamente nulla." Il mago Otelma, quello che ai tempi del Nano ogni domenica riusciva ad indovinare l'esito delle elezioni come se avesse aperto l'urna il giorno prima, è sicuro: dal filone politico dello scandalo della Carità non emergerà nulla di penalmente rilevante.

Per il paragnosta del Mattino della domenica, la panna montata si smonterà in tempo di record. Chi in un primo tempo chiedeva teste - annota - ora ha già addolcito i toni. Dai liberali ai socialisti, "che forse si sono accorti che il vicepresidente del CdA EOC è “uno dei loro”, ossia il buon Mario Ferrari, cui i kompagni negli anni scorsi hanno peraltro già giocato qualche brutto tiro in quanto non abbastanza talebano".

Del coordinatore della Lega, il mago Otelma, non fa naturalmente parola. Non ce n'è bisogno: fin dall'inizio Attilio Bignasca , che siede nel CdA, ha messo la sordina alla vicenda del vice primario della Carità che fatturava senza aver messo piede in sala operatoria. Insomma, per il magone finirà tutto a tarallucci e vino, per il semplice fatto che nell'Ente ci sono i rappresentanti dei partiti di governo. Se cade una testa, dovranno cadere tutte le altre. E questo la politica non se lo può permettere. Poco importa se Paolo Bernasconi, che di diritto penale dovrebbe intendersi visto che è stato per 20 anni procuratore, ha ipotizzato ai nostri microfoni il reato di favoreggiamento.

Prisca Dindo

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