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Ticino
Per Bomio chiesti quattordici anni
Redazione
13 anni fa
Il massimo della pena sono quindici anni. "Bomio avrebbe colpito ancora" ha detto il procuratore Pagnamenta

14 anni di carcere per Flavio Bomio. È questa la richiesta di pena del procuratore pubblico Amos pagnamenta che ha riconosciuto solo lievi attenuanti all’uomo, che ha dichiarato al termine di una lunga requisitoria, si è macchiato di colpe di una "gravità inaudita". L’età, una minima collaborazione e il carcere preventivo subito hanno fatto sì che per Bomio, accusato di coazione sessuale, atti sessuali con persone inette a resistere, atti sessuali con fanciulli, non venissero chiesti 15 anni, il massimo della pena. In Flavio Bomio, che dal 1998 in poi ha abusato di 15 minorenni, tutti giovani che allenava, il procuratore non ha visto alcun segno di pentimento. “Bomio”, ha raccontato Pagnamenta alla corte presieduta dal giudice Marco Villa, “è un uomo dispiaciuto solo per sé stesso”. Lo ha dipinto come un ragno, che nella sua tela ha intrappolato tanti, troppi ragazzi poco piû che bambini. Giovani che lo temevano e lo ammiravano, proprio come tutti gli altri, le decine e decine che in quella tela sono caduti ma per i quali la legge non può più far nulla perché ormai è scattata la prescrizione. Ma nell’aula delle assise criminali di Lugano, loro, non sono vittime dimenticate. Il procuratore ha voluto testimoniare il loro dolore, leggendo stralci dei loro racconti. “Per fortuna mi hanno trovato un tumore, così lui ha dovuto smettere”, raccontava uno di loro. Parole agghiaccianti, ricordi terribili, crudi. Così simili a quelli che poi ha rievocato anche l’avvocato Davide Corti, rappresentante di 10 vittime. E Bomio, definito dal procuratore un padre padrone, uomo temuto e stimato, non solo dai giovani che allenava, ma anche dai genitori e dall’intera società, è rimasto in silenzio. Ogni tanto scuoteva il capo, altre annuiva, qualche volta ha accennato un sorriso. “Bomio è un uomo perfettamente consapevole delle sue azioni, potrebbe reiterarle, non si sarebbe fermato se non lo avessero arrestato.” Ha concluso il procuratore pubblico.” Flavio Bomio, è l’uomo nella cui casa è stata trovata una tabella, la stessa che definiva la sua "hall of fame", sopra i nomi di 38 ragazzi e gli atti sessuali a cui li aveva sottoposti. “Un criminale, altro che ostaggio della sua natura” ha dichiarato Corti che ha chiesto un risarcimento di circa 200 mila franchi per le sue vittime. Domani la parola passa all’avvocato della difesa maria Galliani. Nella mente restano i racconti evocati, le testimonianze di decine di vittime. Persone, per dirle con le parole di Corti, che non sono state ferite, ma mutilate. Perché le ferite prima o poi guariscono: una mutilazione dura tutta una vita.

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