
La vicenda denominata Asfaltopoli non avrà strascichi penali. Nei prossimi giorni il Procuratore Generale John Noseda dovrebbe comunicare il non luogo a procedere nei confronti delle 17 imprese di pavimentazione che tra il 1999 e il 2005 si sarebbero riunite in una sorta di cartello finalizzato a gonfiare i prezzi . Lo riferisce il Corriere del Ticino. A denunciare questo stato di cose era stata la commissione federale della concorrenza. In seguito il Tribunale amministrativo federale aveva respinto il ricorso di alcune delle ditte incriminate, confermando quanto accertato dalla Comco.È la seconda volta che il Ministero pubblico chiude la vicenda senza che i dirigenti delle ditte asfaltatrici siano chiamati a rispondere di qualche reato penale. Un primo non luogo a procedere era stato decretato nel 2007 dall’ex procuratore Bruno Balestra. In seguito la Camera dei ricorsi penali aveva annullato la decisione del PG e ingiunto la riapertura del caso.Se dal profilo penale la vicenda è chiusa, rimane quella dal punto di vista civile. Il Cantone e il Comune di Lugano si sono infatti costituiti parte civile per ottenere il risarcimento di quanto pagato in più. Le 17 ditte hanno proposto un risarcimento di 5, 2 milioni di franchi per Lugano e di 4,5 milioni per il Cantone. Secono le stime del Cantone però sono stati 25 i milioni di franchi pagati di troppo.La soluzione extragiudiziale era rimasta in sospeso in attesa della decisione delle autorità penali. Ora Cantone e Città di Lugano dovranno decidere se accettare o meno l’offerta delle ditte.
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