
La politica è molto più complessa della fisica, diceva Albert Einstein. E sicuramente è anche piuttosto costosa. Aggiungiamo noi. Perlomeno in campagna elettorale. Alcuni candidati al consiglio di Stato di PPD e PLR, in vista del 7 aprile sono arrivati a spendere alcune decine di migliaia di franchi. Per lo più denaro proprio. A tal proposito, vale la pena ricordare che l’articolo 115 della legge sui diritti politici impone ai candidati di comunicare le donazioni superiori ai 5 mila franchi e anche l’identità del donatore, in modo che possa essere resa pubblica. Una cosa che 4 anni fa non aveva fatto nessuno. Ieri vi abbiamo raccontato quanto spendono PLR e PPD. Oggi tocca a PS e Lega.
Iniziano dal Partito socialista, l’unico ad aver messo ai candidati un tetto massimo di 25mila franchi e ad aver richiesto ad ognuno un preventivo. Un tetto, raggiunto e rispettato dal consigliere di stato uscente Manuele Bertoli: tutto denaro proveniente dai suoi risparmi. Al secondo posto della classifica si piazza Amalia Mirante: lei prevede di spendere tra i 5 e i 10mila franchi: una campagna low cost che si concentra sui social. I soldi, anche in questo caso sono suoi. Sul terzo gradino del podio Danilo Forini e i suoi 6mila franchi, ricevuti in parte da amici e parenti. Al quarto posto il giovane sindacalista Fabrizio Sirica: la cifra qui è al franco. La sua campagna è costata 3615 franchi, raccolti in famiglia e grazie ad un crowfunding. Una raccolta fondi, insomma. Proprio come Laura Riget. Anche lei ha lanciato una raccolta fondi ed è passata a batter cassa tra parenti ed amici, raccogliendo 2593 franchi. Quando si dice la precisione.
Il Partito socialista in totale ha preventivato una spesa sui 170mila franchi. Più della Lega dei ticinesi, che tra cartellonistica e pranzi offerti spenderà attorno ai 100mila. Una lista dove figurano anche due candidati UDC: Piero Marchesi e Roberta soldati. Entrambi spenderanno sui 15mila franchi. Per Roberta Soldati tutti fondi privati, Piero Marchesi qualcosa ha ricevuto anche da amici e sostenitori. Per quanto concerne i candidati leghisti, Norman Gobbi ha dichiarato di avere speso attorno ai 25-30mila franchi, tutti provenienti da mezzi propri. Daniele Caverzasio investirà un po’ meno: tra gli 8 ed i 10mila, tutti suoi. Chiude la classifica Claudio Zali che al momento non ha speso nulla. “Non mi è ancora arrivata la fattura dei 400 santini che ho fatto stampare”, ci dice.
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