Cerca e trova immobili
Ticino
Per Aiti "la politica ticinese ha abbandonato il Paese"
Redazione
2 anni fa
Geopolitica ed economia internazionale: sono i temi al centro della 62esima Assemblea di Aiti tenutasi ieri a Locarno. Un’occasione per fare il punto sullo stato di salute delle imprese ticinesi in un contesto sempre più complesso: dalle guerre all’indebitamento delle finanze cantonali e allo spauracchio di nuove tasse, fino al problema della penuria di manodopera.

"In Ticino la politica è sparita". L'Associazione industrie ticinesi (Aiti) ieri sera, durante la sua 62esima Assemblea generale, ha attaccato la politica cantonale. "Il preventivo 2024", ha spiegato il presidente Oliviero Pesenti, "è lo specchio di un Cantone indebitato che ripara troppo sulle tasche di cittadini e imprese". Da qui l'appello "a fare vere riforme strutturali".

"Nuove tasse? Pronti a chiamare il popolo al voto"

 L'attuale situazione economica del Ticino preoccupa il presidente di Aiti, soprattutto per quanto riguarda le voci che indicherebbero la volontà politica a creare nuove tasse per risanare le casse cantonali. "Non solo la sinistra, ma anche alcuni partiti borghesi stanno pensando che sarebbe utile rimettere mano nelle tasche dei cittadini per far entrare più soldi allo Stato. Secondo me bisogna lasciare più denaro nelle tasche dei cittadini, così che possano spenderli come meglio credono, piuttosto che in quelle del Cantone, che non sempre spende questi soldi in maniera corretta". Se dovessero concretizzarsi nuovi balzelli "siamo pronti ad agire in maniera dovuta, anche con un referendum", ha aggiunto Pesenti, sottolineando come "in un momento di grosse difficoltà per le aziende sia inaccettabile avere nuove tasse che condizionino l'attività delle imprese".

"In Ticino stipendi bassi? Per i residenti più di 6mila franchi al mese"

 Altro tema caldo a sud del Gottardo sono gli stipendi, notoriamente più bassi in Ticino rispetto al resto della Svizzera. A questo si aggiunge il potere d'acquisto intaccato dall'inflazione. "Se oggi prendiamo gli stipendi dei soli residenti, quindi togliamo dal calcolo i frontalieri, la paga mediana è sicuramente di 6mila franchi mensili", ha spiegato Stefano Modenini, direttore di Aiti. "Questo significa che ci sono persone che guadagnano meno e altre di più. Chiaramente è un problema perché chi riceve lo stipendio è confrontato con un aumento dei costi, ma la soluzione a questo non può essere solamente a carico dell'azienda. Se ci sono degli incrementi dei costi, come quelli della salute ad esempio, l'impresa da sola non può soddisfare il carovita".