Cerca e trova immobili
Ticino
"Per 5 milioni non valeva la pena girare la pagina"
Redazione
14 anni fa
Feroce critica dell'UDC Ticino alla convenzione stipulata tra cantone, città di Lugano e le 17 ditte di asfaltopoli

Su asfaltopoli è calato il sipario (per saperne di più clicca qui). Ma la convenzione stipulata tra cantone, città di Lugano e le 17 ditte attive in Ticino nel ramo della pavimentazione che si erano accordate in un cartello per gonfiare il prezzo dell'asfalto non piace a tutti. L’UDC Ticino, con una nota stampa odierna, si "rammarica di questa ennesima dimostrazione che gli intrallazzi fra economia e politica – con la benedizione del potere giuridico – anche quando emergono in modo inequivocabile, difficilmente sfociano in ben definite attribuzioni di responsabilità con conseguenti eque sanzioni e restituzione del maltolto". Secondo i democentristi "in pratica, la convenzione – che, si sottolinea, non è un’ammissione di colpa da parte degli asfaltatori, e che è da quest’ultimi sottoscritta senza assunzione di una responsabilità o di un obbligo legale (ma allora perché accettano di pagare cinque milioni questi campioni d’onestà?) – corrisponde a una vera e propria amnistia. Ed è curioso come quelli che durante l’ultima seduta di Gran Consiglio s’indignavano per la proposta di amnistia fiscale che “premiava chi ha rubato a scapito dei cittadini onesti”, oggi si dicano con una certa rassegnazione soddisfatti di poter voltare pagina. Come dire che ci hanno rubato un mucchio di cartoni di vino pregiato e noi siamo contenti perché almeno ci restituiscono le bottiglie vuote. Nella fattispecie poi, si sorvola tranquillamente sul fatto che il cartello dell’asfalto funzionava sì negli appalti pubblici, ma anche nel privato. In pratica, il cittadino Pantalone che è stato truffato privatamente, paga anche per la truffa pubblica con le proprie imposte. Mazziato due volte". Per l’UDC "la convenzione raggiunta è un prezzo ridicolo per le 17 sorelle se si pensa che la contropartita non è soltanto una catarsi morale dopo aver lucrato abusivamente durante anni per decine di milioni di franchi, ma anche il fatto di poter continuare a ricevere appalti dall’ente pubblico con i quali ammortizzeranno in un batter d’occhio i 5 milioni sborsati". L’UDC, in conclusione, "non può dichiararsi soddisfatta di voltare pagina, per cinque milioni non ne valeva la pena".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata