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Pensionopoli, "Un film ben girato dal regista Pronzini"
Pensionopoli, "Un film ben girato dal regista Pronzini"
Pensionopoli, "Un film ben girato dal regista Pronzini"
Redazione
8 anni fa
Il Gran Consiglio ha respinto la richiesta del deputato MPS di promuovere un’azione di risarcimento contro i ministri

Non è stata causa civile contro i Consiglieri di Stato sulla questione dei rimborsi spese e non lo sarà neppure per il versamento del supplemento sostitutivo AVS/AI e i riscatti e i prelievi anticipati per il finanziamento dell’abitazione primaria dei ministri. Il Gran Consiglio ha infatti rifiutato con 55 voti contrari, 15 favorevoli e 4 astensioni la richiesta del deputato MPS Matteo Pronzini di promuovere un’azione di risarcimento contro i membri dell'Esecutivo cantonale. La discussione si è svolta senza i consiglieri di Stato e i deputati con un conflitto di interesse, che hanno lasciato l’aula.

Il plenum ha accolto dunque le conclusioni del rapporto della Commissione della gestione e delle finanze (relatore il deputato UDC Gabriele Pinoja) secondo cui "la pretesa di risarcimento inoltrata da Pronzini ha un unico pregio", ovvero "quello di richiamare l’attenzione del Parlamento su un tema, quello dell’onorario e della previdenza dei Consiglieri di Stato, che è tutt’ora retto da leggi e disposizioni che devono essere riviste, aggiornate e semplificate".

"Come spiegato, il quadro giuridico a sostegno delle prestazioni è assai complicato, ma comunque ha permesso di fare ancora una volta chiarezza, rispondendo negativamente ai dubbi e alle illazioni promulgate dal deputato - aveva sottolineato la Commissione - Tutti sono a conoscenza che: il Parlamento nel 2015, il Consiglio di Stato nel 2016 e da tale data la Commissione della gestione e delle finanze, per il tramite della speciale “Sottocommissione Previdenza”, hanno lavorato e stanno lavorando per proporre, entro tempi accettabili, un rapporto al Gran Consiglio per la modifica della Legge in questione". La stessa sarà presentata e votata durante quest'anno e si spera quindi che "si possano evitare in seguito continui e ripetuti attacchi verso l’amministrazione chiamata a gestire l’importante ambito della previdenza".

La discussione in aula

Prima del voto Pronzini ha rimarcato “il danno causato negli ultimi 20 anni dai ministri” e ribadito il “chiaro atto d’accusa” dell’MPS. “Sono stati incassati 5 milioni abusivamente e senza basi legali - ha tuonato - La Gestione omette di allegare le perizie da lei stessa chieste e manco vi dice se questa nostra grave accusa è vera o meno. Finché non saremo smentiti avremo il diritto di ribadire questo fatto”. Il deputato ha infine avanzato una proposta d’ordine volta a sospendere la trattanda “fintanto che le persone che tengono in mano i fili decideranno di rispondere alle domande della sua ultima interpellanza (ovvero se hanno preso o no quei soldi) senza pretendere un atto di fede dai granconsiglieri”. Dopo alcune scintille tra Pronzini e il relatore del rapporto Gabriele Pinoja, che ha accusato il collega di "aver passato il tempo a sparare nel mucchio e accusare i ministri senza portare proposte concrete", la richiesta è stata respinta con 49 voti contrari, 11 favorevoli e 2 astensioni.

Lo stesso Pinoja ha in seguito evidenziato “un po’di confusione nel parere del consulente giuridico del Gran Consiglio Tiziano Veronelli e delle inesattezze nella perizia del prof. Etienne Grisel. “C’è un rimando alla Legge del 2012 sugli istituti di previdenza del Cantone che non entra in gioco in modo sostanziale per onorari e previdenza dei ministri. Inoltre sui riscatti Grisel non si esprime e Veronelli non entra nel merito rimandando a coloro che hanno fatto i calcoli per verificarne correttezza”. Il relatore del rapporto ha ribadito la legalità del versamento del supplemento sostitutivo AVS/AI e dei riscatti e prelievi anticipati: “Fanno parte di un sistema che ha queste regole, che vanno cambiate. La Sottocommisione ci ha lavorato”.

Il deputato PLR (e membro della Gestione) Alex Farinelli ha dal canto suo parlato di “un film ben congeniato”: “Il regista Pronzini l’ha pensata bene: dapprima una richiesta risarcimento, seguita da un parere giuridico. Poi quando la commissione stava per presentare il rapporto ecco un appello al pg e una nuova perizia. Il tutto seguito da una segnalazione al pg per presunti reati da parte della Sottocommissione (ma le perizie sono state citate e non nascoste) e, oggi, da una richiesta di rinviare la trattanda. Finalmente siamo giunti ai titoli di coda di una vicenda con accuse ingiuste ma senza alcuna proposta concreta”.

Anche il commissario e deputato leghista Michele Guerra ha ribadito come non vi fosse “nulla di illecito” nel sistema previdenziale dei consiglieri di Stato. “Nonostante i pareri concordanti e l’assenza di un rapporto di minoranza l’essere segnalati da Pronzini al pg con l'accusa alla commissione di aver nascosto una perizia lascia amaro in bocca. La stessa, in realtà, è stata impiegata (e citata nei lavori) per la redazione del rapporto. Se le conclusioni non piacciono non vuol dire che non è stata usata”.

Per il deputato socialista Raoul Ghisletta “in questi anni il sistema si è basato su pareri in risposta a problemi che hanno originato una prassi che rimane lacunosa e discutibile”. “Il nostro gruppo pensa che sia politicamente inaccettabile e che vada cambiato. Le lacune sono note ma per il PS (i cui commissari non hanno firmato il rapporto di Pinoja) la soluzione deve essere politica e non giudiziaria in quanto una pretesa di risarcimento farebbe spendere un sacco di soldi senza portare risultati concreti. Per questo a fine gannaio abbiamo di lanciare un’iniziativa popolare per affiliare i consiglieri di Stato all’Istituto di previdenza del Canton Ticino".,

Come previsto gli interventi non hanno convinto Matteo Pronzini: “La rendita transitoria non ha una base legale, al pari dei riscatti - ha tuonato – Il tentativo di far emergere un diritto dall’interpretazione di messaggi e rapporti è qualcosa di penoso”.

A prendere la parola per ultimo (replicando anche al deputato MPS) è stato il coordinatore della Sottocommissione finanze Fabio Bacchetta Cattori (PPD): “Ringrazio l’avvocato Veronelli e il professor Grisel - ha esordito - Nessuno mette in dubbio la serietà del loro lavoro, ma permettetemi di sottolineare che entrambi i periti non avevano a disposizione tutta la documentazione in possesso del relatore Pinoja. L’avessero avuta, le loro conclusioni sarebbero state diverse. È come pretendere che un giudice o un magistrato possano decidere solo con 2-3 prove su 45. I ministri hanno diritto ai riscatti e al prelievo ai sensi dell’art. 16 cpv. 2 della legge sugli onorari e previdenze e, rispettivamente, dell’Art. 1 della Legge federale sulla previdenza professionale nell’ambito del libero passaggio”.

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