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Ticino
Pensioni statali, ErreDiPi lancia una nuova mobilitazione
Redazione
3 anni fa
Malgrado l'accordo tra Cantone e sindacati trovato a maggio, l'associazione ErreDiPi torna alla carica con una risoluzione e l'annuncio di una nuova mobilitazione.

Un accordo fragile. La voce della rete ErreDiPi torna a levarsi, indirizzandosi da un lato contro l’intesa Cantone-Sindacati raggiunta, dopo lunghe lotte, nel maggio scorso (sfociata poi nel relativo messaggio governativo di luglio) e - più in generale – contro quelle che vengono etichettate come profonde storture del sistema dell’Istituto di Previdenza del Canton Ticino (IPCT), che da anni operano silenti. Il tutto condensabile in questa metafora: "Siamo dei gitanti che vanno in montagna. Stavamo scivolando in un burrone profondo e abbiamo trovato un ramoscello, che è il messaggio governativo. Però è un ramoscello fragile, che al momento è solo di parole", spiega Enrico Quaresmini della rete ErreDiPi. Sarà infatti il Gran Consiglio ad avere l'ultima parola. "Un conto è quel che entra in Parlamento, un conto è quel che dal Parlamento esce", sottolinea l'associazione. 

Le fragilità principali del messaggio

L'associazione ha riassunto in quattro punti le fragilità principali del messaggio: 

1) Il nuovo tasso di conversione pattuito al 5.25% nel 2031 genererà 14 milioni di perdite all’anno. 140 milioni in 10 anni: chi coprirà i deficit?

2) Solo chi lavorerà per 45 anni per il cantone recupererà quasi del tutto il taglio al tasso di conversione: difficile avere una carriera cosi lunga presso uno stesso datore di lavoro.

3) L’aumento dei contributi del 3% non sarà proprio del 3%, ma in realtà fra lo 0 e il 4%, di cui fino al 70% potenzialmente sulle spalle dei dipendenti

4) Per compensare le perdite di chi non ha 45 anni di lavoro davanti a sé, si ricorrerà a 293 milioni di riserve. Ma sono sempre soldi dei dipendenti, sottolinea l’associazione.

Le storture dell'IPCT

Un quadro complesso che si somma a diverse storture strutturali dell’Istituto di Previdenza, che secondo l’associazione da anni lavorano sotto traccia. “L’IPCT”, accusa ErreDiPi, “starebbe ricorrendo ai contributi ordinari dei dipendenti per risanare le proprie finanze senza che nessuno dica nulla”. I milioni in ballo, fra il 2012 e il 2022 sono quasi 900. "Le storture della cassa non vengono affrontate, lo si legge nel messaggio governativo", prosegue Quaresmini. "Per noi non sono due cose distinte. Le pensioni sono basse perché i capitali sono stati drenati perché non sono arrivati i finanziamenti. Quindi abbiamo dovuto provvedere noi".

Prevista una nuova mobilitazione

Per questo, oltre ad aver sottoscritto una petizione con proposte di correzione, l’associazione ha annunciato una nuova manifestazione prevista per il 18 ottobre a Bellinzona.