
Lo scorso maggio la Rete per la difesa delle pensioni (ErreDiPi) è entrata a far parte del Consiglio di amministrazione dell’Istituto di previdenza del Canton Ticino (IPCT) con tre rappresentanti. E ora avanza le prime rivendicazioni. Durante la prossima riunione di CdA intende chiedere un tasso di interesse del 4% sugli averi di vecchiaia degli assicurati. “Attraverso assemblee e sondaggi siamo arrivati a stabilire che vorremmo tornare alla normalità”, spiega Paolo Galbiati, membro di comitato di ErreDiPi. “Chiediamo che la performance della cassa pensione appartenga all'assicurato. In particolare chiediamo che sul rendimento del 6% venga detratto un 2% in modo che gli assicurati possano godere del 4%. Questo è in netta discrepanza rispetto a quello che è successo negli ultimi 10 anni, in cui c'era un altro ragionamento: si partiva dal minimo legale (1,25% ndr) ed eventualmente si aggiungeva qualcosa. Ma la missione della cassa è garantire buone rendite grazie anche a una buona crescita di capitale agli assicurati”.
Come incide la misura
Secondo ErreDiPi la misura, se verrà approvata, inciderà concretamente nella vita di un pensionato. “Se l’avessimo applicata negli scorsi dieci anni, il risultato sarebbe stato notevole”, sottolinea Galbiati. “Un custode di mezz’età andrà in pensione con 2000 franchi anziché 2600 al mese”.
La proposta passerà?
Nel CdA della cassa siedono tre rappresentanti di ErreDiPi, due dei sindacati e cinque dei rappresentanti del datore di lavoro, per un totale di 10 membri. La speranza è che la proposta possa passare anche dagli altri rappresentanti. “Noi crediamo che i rappresentanti dei datori di lavoro sposeranno la linea di continuità, ossia che si partirà dal minimo legale. Ma auspichiamo che la nostra logica possa essere condivisa anche con gli altri due rappresentanti del personale. Poi spetterà a loro negoziare”.

