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Proteste
Pensioni statali, "dalla politica nessuna risposta"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
A due settimane dalla manifestazione a Bellinzona, i rappresentati della rete contro i tagli alle rendite statali annunciano una nuova giornata di mobilitazione.

A due settimane dalla manifestazione che ha portato in piazza a Bellinzona circa 4mila dipendenti statali per dire no al taglio del 20% delle rendite, i rappresentanti di ErreDiPI, la rete per la difesa delle pensioni, sono pronti a scendere di nuovo in piazza. Dalla politica, per ora, non è infatti arrivata alcuna risposta e la riduzione del tasso di conversione dal 2024 è ritenuta inammissibile. La misura va congelata, spiega Enrico Quaresmini ai microfoni di Ticinonews. “Noi andremo avanti e il 14 dicembre torneremo in piazza, con modalità diverse. È fondamentale puntare sul congelamento della discesa dei tassi di conversione finché non sono varate delle misure di compensazione adeguate”. Eventuali misure compensative devono arrivare dal Governo, che si trincera dietro a un no comment, e dal Parlamento, con la destra che ha già minacciato il referendum.

Un tema annoso

Ma come si è arrivati a questo aut aut? Il tema del risanamento dell’Istituto di previdenza del Cantone occupa da anni l’agenda politica. Nel 2021 la cassa pensioni contava 17mila affiliati attivi e 10mila pensionati. Il disavanzo tecnico sfiorava i 2,4 miliardi, mentre il grado di copertura ammontava al 69,6%. La via decisa di recente dal Parlamento per risanare le finanze, un maxi-anticipo di 700 milioni sotto forma di obbligazioni, è in stallo. Vista la situazione, il Consiglio d’amministrazione della cassa, a cui la rete ha chiesto un incontro, ha deciso di abbassare il tasso di conversione. “Il buco nella cassa non è colpa nostra”, ribadisce Quaresmini. “Abbiamo sempre pagato quello che dovevamo. Anzi, man mano i nostri contributi sono aumentati”. Un’ingiustizia, agli occhi della rete, che lo scorso 28 settembre era riuscita a mobilitare tra le 3500 e le 4000 persone. Ma si punta a coinvolgerne ancora di più nel prossimo appuntamento, con assemblee territoriali.