
Oltre mille dipendenti Migros delle regioni di Ginevra, Vaud e Ticino hanno sottoscritto una petizione contro i tagli previsti alle rendite pensionistiche. E quattrocento di queste firme sono state raccolte in Ticino. Lo comunica oggi UNIA. La cassa pensioni Migros ha previsto l’innalzamento dell’età di pensionamento da 63 a 64 anni, il peggioramento delle prestazioni in caso di pensionamento anticipato e la riduzione dell’aliquota della rendita. Tradotto in cifre significherebbe, secondo UNIA, perdere quasi 2 mila franchi all’anno di rendita. Secondo il sindacato con questo smantellamento la cassa scaricherà univocamente tutti i rischi sugli assicurati. Uno smantellamento di simili dimensioni non è giustificato anche perché sia Migros che la sua Cassa pensioni godono di ottima salute. Inoltre il popolo svizzero questa primavera si è espresso chiaramente contro uno smantellamento delle pensioni. E non è la prima volta che Migros innalza l’età del pensionamento, aggiunge ancora UNIA. “Il personale è determinato” annette anche Enrico Borelli, responsabile settore terziario UNIA per il Ticino e il Moesano. Ed è “già stato appesantito lo scorso anno da un aumento del carico orario qui in Ticino, quindi c’è stato un forte coinvolgimento da parte del personale”. L’Assemblea dei delegati della cassa pensioni ha già approvato i punti chiave della revisione che verrà adottata solo dal prossimo anno, ma gli oppositori sostengono che un tale smantellamento non solo non è giustificato, ma non è neppure socialmente responsabile. Conclude UNIA: ogni altra decisione in questa direzione equivarrebbe ad un segnale nefasto lanciato dal principale datore di lavoro svizzero -il gigante arancione- al proprio personale.
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