Cerca e trova immobili
Ticino
Pensioni, Governo e sindacati soddisfatti. Ma la strada è in salita
Redazione
3 anni fa
Le reazioni all'accordo dopo mesi di trattative. Vitta: "L'Ente pubblico è riuscito a stare vicino ai parametri di piano finanziario". I sindacati: "È una soluzione ragionevole". Mentre per ErreDiPi "è presto per dire se siamo soddisfatti, continueremo con le mobilitazioni".

Ieri si è concluso un tavolo di trattative durato mesi: Cantone e sindacati hanno infatti trovato un accordo sulle pensioni dei dipendenti pubblici, dopo il prospettato taglio delle rendite del 20%, che ha portato l’associazione ErreDiPi a protestare in piazza.

Cosa prevede l’accordo

Il livello delle rendite dovrebbe rimanere simile a quello odierno. Non ci sarà dunque nessun taglio delle pensioni. Il tasso di conversione sarà abbassato, ma meno del previsto: al 5,25 al posto del 5% (attualmente è del 6,17 %). Le misure di compensazione saranno inoltre per il 60% a carico del Cantone, mentre il restante 40% a carico degli affiliati. È invece abrogato il contributo a fondo perso dell'1% a carico dei dipendenti pubblici. Al suo posto entrerà in vigore un prelievo supplementare dello 0,6%. Il tutto costerà all'ente pubblico 14 milioni di franchi annui.

Soddisfatti Governo e sindacati

L'accordo è soddisfacente sia per il Consiglio di Stato sia per i sindacati.  "Ci sarà una soluzione concreta sul tavolo", commenta Christian Vitta, direttore del DFE. "Poi la politica potrà discutere e dibattere. Ci saranno dei punti fermi. Come in tutte le trattative ci sono elementi interessanti e altri meno. Complessivamente l'ente pubblico è riuscito a stare vicino ai parametri di piano finanziario. Dall'altro per i dipendenti viene scongiurata l'ipotesi di riduzione delle rendite del 20%. In questo senso c'è una soluzione su cui dibattere e decidere". Anche per il sindacato Vpod l’accordo è positivo. “C'è gente che vuole fare il gioco al massacro per motivi partitici ed elettorali, ma dobbiamo guardare ai dati oggettivi”, sostiene il segretario Raoul Ghisletta. “È una soluzione ragionevole per mantenere le pensioni di infermieri, poliziotti, docenti, impiegati ticinesi a un punto accettabile a livello di media comparabile negli enti pubblici".

"Per noi è fondamentale continuare con le mobilitazioni"

Più tiepida la reazione della Rete per la Difesa delle Pensioni (ErreDiPi). "È presto per dire se siamo soddisfatti", ha spiegato a Ticinonews il portavoce del Movimento Enrico Quaresmini. "Vogliamo vedere i termini dell'accordo neri su bianco e il prima possibile, ma c'è anche in corso una procedura democratica. Solitamente cerchiamo di capire una questione, la discutiamo al nostro interno e decidiamo che posizione prendere. Per questo è prematuro esprimerci in merito alla notizia odierna. Inoltre sappiamo che l'accordo deve passare in Parlamento". Per ErreDiPi "è fondamentale tenere in moto la mobilitazione. Per questo confermiamo la mobilitazione del 27 settembre". Quaresmini ha spiegato che la Rete per la Difesa delle Pensioni "ha bisogno di mantenersi attiva ed essere pronta a spiegare le proprie ragioni. Non è una provocazione, ma una dinamica normale in una protesta che deve essere intensa perché la posta in gioco è enorme". Infine il Movimento ha richiesto al Consiglio di Stato e all'Istituto di Previdenza del Cantone di "sentire tutti i 17mila assicurati".

Una strada in salita

La strada però rimane in salita. In autunno la palla passerà nelle mani della politica e in quel momento arriveranno le grane. A destra, soprattutto, non va giù di aprire i cordoni delle borse in favore dei dipendenti pubblici. In questo senso la Lega ha già annunciato di voler lanciare un referendum. È possibile, dunque, che l’ultima parola spetterà al popolo. “Stiamo cercando di salvaguardare delle pensioni che sono nella media in confronto ad altre casse pensioni. Lo si mostrerà nel messaggio governativo", precisa Christian Vitta. “Attorno al tema ci saranno sicuramente dei confronti. L'importante è che alla fine ci sarà una decisione. È nell'interesse del datore di lavoro e dei dipendenti avere un quadro di riferimento stabile per i prossimi anni”.