
Dopo le bordate di ieri tra il presidente del Governo Claudio Zali e il deputato MPS Matteo Pronzini sul tema dei privilegi pensionistici dei Consiglieri di Stato, la vicenda si arricchisce oggi di un ulteriore capitolo. All’indirizzo di Pronzini è infatti arrivata la ‘tirata d’orecchie’ da parte del collega del Partito comunista Massimiliano Ay. Quest’ultimo ha voluto spiegare il motivo della sua astensione dal voto sull’apertura della discussione generale chiesta dallo deputato MPS.
"Ogni deputato in Gran Consiglio ha il diritto di porre tutte le domande che ritiene essere di pubblico interesse al governo, il quale deve rispondere in modo serio e completo. Premetto che, personalmente, ho presentato in questi anni numerose interrogazioni scritte, ma finora neanche una interpellanza orale, perché a me interessano le risposte precise e non la mediatizzazione fine a se stessa per fare baccano – ha premesso Ay - Ieri il granconsigliere Matteo Pronzini (MPS) ha richiesto la discussione generale nel plenum sul tema della pensioni dei Consiglieri di Stato: io mi sono astenuto (Verdi e deputati di altri gruppi si sono opposti) perché ritengo che una discussione generale abbia senso se si hanno dei documenti in mano (che non avevamo)".
"Inoltre al riguardo è già al lavoro una sottocommissione che dovrà presentarci un rapporto; dopo aver letto il rapporto che ne uscirà, si affronterà la discussione con metodo, con rigore e con qualcosa in mano, altrimenti il parlamento diventa un circo e, scusate, ma il Partito Comunista - Svizzera Italiana preferisce lavorare seriamente come ci ha insegnato la tradizione del Partito del Lavoro di Pietro Monetti", ha concluso.
"Per prima cosa devo sottolineare che la risposta di Zali al collega è stata inopportuna. Dare dell’ignorante a un deputato non è corretto ed è un atteggiamento da condannare - ha spiegato Ay a Ticinonews - Per quel che riguarda la richiesta di una discussione generale ribadisco che non va fatta su ogni singolo argomento perché, specie come in questo caso, si rischia di parlare del nulla. Temo che in questa legislatura sia stato fatto troppo spesso così e questo delegittimare le istituzioni non avvantaggia né democrazia né la sinistra".
Partito comunista e MPS, ricordiamo, corrono congiunti a livello cantonale da 7 anni. Domenica il Movimento ha annunciato che alle prossime cantonali correrà con il Partito operaio e popolare (POP). Sinonimo della fine della 'collaborazione ' con il PC? "Abbiamo scritto all’MPS - con cui abbiamo moltissimi punti in comune tanto che quasi sempre abbiamo votato congiunti - per ribadire che siamo disposti a unire le forze. All’interno del Partito non ne abbiamo ancora deciso ma siamo dipesoti a parlare con tutte le forze progressiste. Quello che è certo è che nel 2019 ci saremo!"
nic
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

