
Il presidente del Governo Claudio Zali ha risposto oggi in avvio di seduta di Gran Consiglio all’interpellanza di Matteo Pronzini (MPS) sui privilegi pensionistici dei ministri (vedi articoli suggeriti). Secondo Pronzini, ricordiamo, il prelievo dai soldi accantonati con la previdenza professionale è un privilegio ingiusto in quanto la Legge sull’onorario dei consiglieri di Stato non prevede espressamente questa possibilità, ma rimanda alle disposizioni che regolano la Cassa pensione dei dipendenti statali, a cui i ministri non sono però ancora assoggettati. La questione era stata sollevata dal deputato dopo che si era parlato dei 700'000 franchi ritirati in anticipo dallo stesso Zali dal proprio fondo previdenziale per l'acquisto di una casa. “Sarebbe assurdo che possa poi ricevere la pensione piena”, aveva affermato il deputato.
Come previsto, non sono mancate accese discussioni in sala. Il direttore del DT ha spiegato che la base legale che permette a un Consigliere di Stato di prelevare soldi della sua previdenza professionale c'è ed è costituita dalla Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia i superstiti e l’invalidità e dal rimando alla Legge sull’onorario e la previdenza professionale a favore dei membri del Consiglio di Stato. “I consiglieri di Stato hanno gli stessi diritti dei dipendenti dello Stato e, così come previsto per gli altri dipendenti, l’utilizzo della prestazione di libero passaggio implica una riduzione del periodo complessivo determinante per il calcolo delle future prestazioni”, ha affermato Zali, ma la risposta non è stata ritenuta sufficiente da Pronzini: “O vale la Legge sugli onorari dei consiglieri di Stato oppure quella sulle casse pensioni. Chi deve decidere?”.
“La sua ignoranza delle leggi federali e cantonale è imbarazzante e impedisce un dialogo tra noi due. La invito a smettere di usare il termine 'arrogante' nei miei confronti o nei confronti dei miei colleghi per il prossimo anno. È chiaro?”, è stata la dura replica del presidente del Governo. “Gliel'ho già detto l'ultima volta, lei non mi fa paura e le sue minacce non mi fanno né caldo né freddo - ha tagliato corto Pronzini - Se non intende rispondere è una sua responsabilità”. Nuove bordate tra i due, dunque, dopo quelle udite in sala lo scorso 9 aprile. In quell'occasione, ricordiamo, si stava discutendo del salario del già cancelliere dello Stato Giuseppe Gianella.
La successiva richiesta del deputato MPS di aprire una discussione generale è stata bocciata a larga maggioranza con 52 voti contrari, 10 favorevoli (ovvero parte della sinistra e MontagnaViva) e 4 astenuti. Prima della votazione Pronzini ha nuovamente evidenziato le “non risposte” da parte di un Governo “arrogante” e ha contestato la “sudditanza da parte dei partiti”.
Il Capogruppo PPD Maurizio Agustoni ha spiegato che “occorre stabilire se sia giusto o sbagliato che i Consiglieri di Stato che accedono alla carica partendo da una funzione pubblica abbiano dei vantaggi rispetto a chi arriva dal privato”, mentre il capogruppo PS Ivo Durisch ha sottolineato che “ci sono cose da mettere a posto” riguardo l’assoggettamento dei Consiglieri di Stato alla cassa pensione dei dipendenti dello Stato. “I punti sollevati da Pronzini sono noti da tempo e vanno sciolti prima delle prossime votazioni”. Il tema della previdenza del Consiglio di Stato è attualmente in discussione in Sottocommissione della Gestione.
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