
Pena inasprita per il 58enne ticinese, che il 2 marzo 2017 diede fuoco allo stabile in via Franzoni a Locarno dove viveva con la compagna. La Corte di Appello di Locarno, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will, lo ha condannato a 8 anni di carcere sospesi (un anno in più rispetto alla sentenza di primo grado), riconoscendolo colpevole di tentato assassinio plurimo. 8 anni sospesi per permettere all'imputato di sottoporsi un trattamento stazionario in una struttura chiusa. La perizia psichiatrica, ricordiamo, aveva diagnosticato un grave disturbo paranoide della personalità, oltre a un elevato rischio di recidiva.
Oltre agli addebiti di tentato assassinio plurimo e di incendio intenzionale, sono stati riconosciuti anche gli addebiti di pornografia, rappresentazione di atti di cruda violenza e contravvenzione alla legge federale sulle armi.
La procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva proposto una pena detentiva di 9 anni, mentre la difesa si era battuta per una pena non superiore ai 4 anni, contestando il reato principale in quanto l’imputato "non ha mai ipotizzato una messa in pericolo dei vicini".
Il processo in appello si è svolto nella giornata di giovedì in assenza dell’imputato, che, come in primo grado, si è rifiutato di presentarsi in aula.
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