
Nel giorno in cui il consigliere federale Hans-Rudolf Merz dichiara sul Sole 24 Ore che preferisce il dialogo con Roma a possibili ritorsioni… l'Italia lancia centinaia di agenti del fisco in un mega blitz contro settantasei filiali di banche svizzere, compresi uffici bancari collegati a intermediari in relazione con la Confederazione.“Il blitz della Guardia di finanza - ci dice il presidente di Banca Stato Fulvio Pelli - dimostra quello che abbiamo sempre detto, ovvero che l’Italia non ha nessuna intenzione di dialogare. Tremonti sta facendo diventare il suo scudo una prova di aggressività, sembra che voglia dichiarare guerra alla Svizzera. Ma i Governi che agiscono sulla base della provocazione non hanno lunga vita davanti a sé. L’Italia avrebbe ottenuto molto di più cercando la via del dialogo con la Svizzera. Con atti come quelli di oggi, invece, il risultato sarà che aumenteranno i cittadini italiani che vogliono venire a vivere in Svizzera”. Ma la Confederazione deve protestare? “È presto per dirlo. Prima bisogna fare un’analisi attenta di quello che è successo, e poi decidere cosa fare” “È un accanimento contro il nostro paese”, ci dice invece il presidente del PLR Giovanni Merlini. “Lo scudo è stato costruito solo contro la Svizzera. Quelle dell’Italia sono modalità inaccettabili. Non ci si comporta così tra paesi amici”. “Credo che questi blitz - afferma invece il vice presidente dell' Associazione gestori patrimoniali Alessandro Ciocca - facciano parte della strategia intimidatoria italiana nei confronti delle piazze estere e in particolare del Ticino”. “Finora - aggiunge - Berna ci ha appoggiati poco. E forse ora è troppo tardi, ho paura che stia diventando controproducente”. “Ma bisogna anche dire che le tendenze generali – continua Ciocca - vanno sempre più verso l’on shore. E che questo è un trend che dovremo seguire sempre di più. Dobbiamo rinnovarci. E diversificare. Io di base non sono contrario allo scudo fiscale. Può essere una grande opportunità: a patto che in Italia ci diano la possibilità di lavorare nei due sensi”.Anche la filiale di UBS Milano ha ricevuto la visita degli agenti del fisco. La portavoce della banca Paola Biscaldi non ha tuttavia voluto dire se siano stati o meno sequestrati documenti. Il Credit Suisse si è trincerato dietro un "no comment" aelle/joe.p.
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