
Fulvio Pelli rimarrà presidente del partito liberale radicale svizzero anche dopo le elezioni di ottobre. Lo afferma lo stesso consigliere nazionale ticinese in un'intervista al domenicale "Sonntag", in cui difende l'operato dei due consiglieri federali PLR mettendo in guardia da una deriva a sinistra del governo.Johann Schneider-Ammann e Didier Burkhalter "lavorano molto bene" e la critiche nei loro confronti sono motivate solo da ragioni di tattica elettorale, sostiene Pelli. Il capo del dipartimento dell'interno "lotta come un leone" per garantire le assicurazioni sociali e una buona sanità, mentre per quanto riguarda il ministro dell'economia - accusato di non agire in modo sufficientemente deciso contro il rafforzamento del franco - "viene data l'impressione che possa magicamente cancellare gli errori che i paesi UE hanno commesso negli ultimi 20 anni". Un attacco "disonesto", secondo l'avvocato luganese, che ricorda come già nella crisi del 2008 la sinistra volesse programmi congiunturali: "oggi siamo contenti di non aver buttato i soldi dalla finestra, grazie al consigliere federale PLR Hans-Rudolf Merz".Per Pelli la tattica degli avversari politici è far credere che i liberali radicali abbiano già rinunciato al secondo seggio nell'esecutivo. Ma il PLR dopo le elezioni sarà "il terzo o secondo partito" del paese, si dice convinto. Un solo seggio spetterà poi a chi si classificherà in quarta posizione, "questa è concordanza e tutti i partiti devono rispettarla".Il presidente PLR non manca inoltre di criticare gli esponenti del centro. "Voglio che rappresentanti borghesi facciano anche una politica borghese, e non di sinistra: negli ultimi tempi dalle consigliere federali Doris Leuthard e Eveline Widmer Schlumpf sento arrivare delle idee che mi preoccupano". Pelli cita la proposta avanzata dalla ministra federale delle finanze di eliminare tutte le deduzioni dell'imposta federale diretta, nonché quella della ministra dell'infrastruttura di prelevare una tassa sulla superficie abitata.Per quanto riguarda i rapporti non sempre idilliaci con il PPD Pelli ha detto di non avere alcun problema con presidente democratico cristiano Christophe Darbellay, mentre maggiori difficoltà vengono riscontrate con il capogruppo Urs Schwaller: gli scogli fra i due partiti si presentano infatti nel lavoro parlamentare. Pelli ha concluso che "naturalmente" anche dopo le elezioni "sarò ancora presidente".
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