
“È chiaro che il fatto di avere un candidato sostenuto da tutto il cantone non basta per diventare consiglieri federali. Il Ticino dovrà lavorare, anche oltre gli interessi di partito, per coltivare personalità in grado di ambire al governo federale. È una cosa che per il momento non abbiamo ancora imparato”. Così commenta il presidente nazionale del Plr Fulvio Pelli il giorno dopo l’esclusione di Ignazio Cassis dal ticket per la successione di Merz. Pelli comunque difende la scelta di portare il consigliere nazionale ticinese nella campagna elettorale, così come è convinto dell’assoluto valore dei due candidati ufficiali, il bernese Johann Schneider Amman e la sangallese Karin Keller Sutter.
Anche per il presidente della deputazione ticinese alle camere Filippo Lombardi l’unità del Ticino attorno alla candidatura Cassis “é un elemento di maturità della politica ticinese sul quale costruire per il futuro. Poi chiaro che nei confronti dei confederati questo non basta. Bisogna presentarsi nella costellazione giusta al momento giusto. Storicamente l’unico partito che poteva dare il suo secondo seggio al Ticino era il Ppd che non è molto forte in romandia. Noi però attualmente abbiamo un solo seggio in governo e quindi le possibilità sono ancora più deboli” sostiene Lombardi convinto, come molti osservatori, che la Svizzera italiana dovrà aspettare parecchi anni prima di accedere al governo federale, “a meno che non si riesca a far passare il concetto di un Consiglio federale a nove membri. Ma questo è un concetto che non va fatto passare per gli interessi della Svizzera italiana, ma per avere un Consiglio federale più efficace.
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