
È iniziata oggi alle 14.30 la prima seduta della legislatura 2015-2019 del Gran Consiglio ticinese.
A condurre la seduta è il leghista Silvano Bergonzoli, classe 1937, il deputato più anziano.
Bergonzoli, raccontando dei tempi in cui faceva il barman, ha dichiarato che mai si sarebbe immaginato di finire un giorno in Gran Consiglio. "Non occorre essere laureati", ha detto il decano del Gran Consiglio, "occorre però avere l'umiltà di lavorare per i cittadini, ascoltare,superare gli steccati ideologici senza pretendere di essere infallibili."
Il Gran Consiglio è poi passato alla nomina dei suoi presidente e vicepresidenti.
Quale presidente è stato acclamato il popolare democratico Luca Pagani, mentre quale vicepresidente è stato scelto il leghista Fabio Badasci e quale secondo vicepresidente il liberale radicale Walter Gianora.
Su quest'ultima carica c'è stata qualche scintilla. Il deputato PLR Giorgio Pellanda ha preso la parola per denunciare "strategie poco chiare da parte di alcuni colleghi di gruppo", che gli hanno preferito un altro candidato, "con la dirigenza del partito silente."
"Incurante dell'impegno morale preso dal gruppo nel 2011 di affidarmi la vicepresidenza, il partito mi ha preferito qualcun altro" ha proseguito Pellanda. Ritengo di avere subito una grande ingiustizia. Il mio impegno è stato tra l'altro evidenziato dal mio consigliere di Stato, Christian Vitta. Io stesso ho evidenziato il traguardo della presidenza nel 2017 durante la mia campagna elettorale, non per vanità, ma consapevole delle tante persone che questo ruolo permette di incontrare. La gente mi ha votato con questa consapevolezza ed oggi si sente tradita. In questi giorni ho ricevuto molti messaggi di solidarietà, da tutti i partiti."
Pellanda ha spiegato che almeno due suoi colleghi di partito erano tuttora pronti a sostenerlo, ma che lui preferisce rinunciare. "Cari colleghi, grazie per la vostra vicinanza, che ho percepito e che percepisco verso la mia persona" ha dichiarato in aula. "Continuerò ad impegnarmi con tutte le mie forze in favore della nostra gente, con la quale in questi dodici anni ho sempre camminato insieme, cercando di fare del mio meglio, gioendo per le cose belle e soffrendo per quelle brutte. Da oggi mi sento più libero di interrogare sempre la mia coscienza ogni qualvolta occorrerà prendere una decisione, al di là della mia appartenenza partitica."
La parola è poi passata al nuovo presidente del Gran Consiglio, Luca Pagani. "La speranza è che questa legislatura sia contraddistinta dall'unità e dalla pace" ha affermato il pipidino. "In un momento in cui l'uomo potrebbe ridurre la terra a un cumulo di macerie, Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di restare uniti e collaborare se vogliamo garantire un futuro alle prossime generazioni. Dobbiamo impegnarci a promuovere una nuova cultura del confronto e del dialogo."
"La pace non è soltanto assenza di guerra, ma è una condizione umana in cui l'uomo è in armonia con sé stesso, con la natura e con gli altri" ha aggiunto Pagani citando Papa Francesco.
"Occorre recuperare il senso etico nel nostro pensare e nel nostro agire, superare la logica della contrapposizione e ritrovare la concezione del servizio nel nostro impegno politico. È questa la misura alta della politica" ha detto Pagani. "È necessario che ciascuno si sforzi di mantenere sempre un comportamento corretto, degno della carica e rispettoso delle persone, anche quelle che la pensano diversamente. Voglio credere e sperare che si possa finalmente dare avvio a un nuovo modo di fare politica e che questo possa avvenire anche senza richiami da parte mia, anche se resterò vigile."
Maggiori dettagli questa sera alle 18.45, al TG di TeleTicino.
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