
Il già candidato al Consiglio nazionale Oreste Pejman sarebbe stato minacciato da tre uomini, a Lugano, dopo che egli aveva chiamato la Polizia per denunciare la presenza di una donna che chiedeva la carità con in braccio un neonato.
Secondo quanto scrive il Corriere del Ticino, il giovane popolare democratico stava transitando sabato mattina nel sottopassaggio della stazione FFS di Lugano quando ha notato la donna col bebè.
"Se ne stava seduta per terra sfruttando un neonato che teneva in braccio al freddo. Lugano non può tollerare che dei neonati vengano sfruttati da organizzazioni criminali sul suo territorio" spiega Pejman al CdT, precisando che la donna era molto probabilmente "rumena".
Il pipidino ha quindi avvisato la Polizia, ma in quel momento tre uomini gli hanno fatto capire di non aver apprezzato il gesto. "Erano alle entrate del sottopassaggio e controllavano quindi il territorio" racconta. "Si sono avvicinati a me, uno addirittura con in mano un oggetto metallico, probabilmente un coltello, e con aria minacciosa mi hanno intimato di andarmene."
Pejman spiega che in seguito quei tre uomini hanno brevemente allontanato la donna col bebè, prima di farla tornare all'attività nello stesso posto di prima. Racconta anche che di aver segnalato un secondo caso simile alla Polizia, nel pomeriggio, e che in quell'occasione sono state bloccate delle persone.
"Si è però consumata una scena incredibile: gli agenti, dopo aver identificato queste persone, le hanno lasciate andare" conclude Pejman. "I poliziotti mi hanno spiegato che manca una base legale per arrestare queste persone o anche solo multarle."
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