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Ticino
"Pedofilo omosessuale": assolto il Mattinonline
"Pedofilo omosessuale": assolto il Mattinonline
"Pedofilo omosessuale": assolto il Mattinonline
Redazione
10 anni fa
La Pretura di Lugano ha stabilito che il portale leghista non ha leso l'onore dell'organizzatore delle "Feste Durex"

Il pretore di Lugano Francesco Trezzini ha assolto il Mattinonline dall'accusa di aver leso l'onore dell'organizzatore delle "Feste Durex".

Quest'ultimo, un cittadino italiano residente in Italia, era stato definito dal portale leghista un "pedofilo omosessuale", in relazione al fatto che durante le feste da lui organizzate, rivolte anche ai minori di 16 anni, si praticava il sesso promiscuo.

Affermando di non essere mai stato perseguito penalmente per pedofilia, l'organizzatore aveva denunciato il giornalista che scrisse l'articolo in questione e lo stesso portale. Egli pretendeva la cancellazione dell'articolo e un risarcimento di 10'240 franchi.

Ma, come riferisce il Corriere del Ticino, negli scorsi giorni la Pretura di Lugano ha respinto in toto le richieste del cittadino italiano, addossandogli invece 3'300 franchi di spese di giustizia.

Nella sua sentenza il pretore scrive che "non è il perseguimento penale a rendere una persona pedofila o meno, né è necessario che una persona per essere definita pedofila tramuti la perversione in atto concreto". Trezzini ricorda che l'organizzatore delle "Feste Durex" aveva ammesso in un'intervista a Le Iene di aver portato dei ragazzini a casa propria a dormire e che durante la stessa trasmissione di Italia 1 si era scoperto che egli era in possesso di materiale audiovisivo che lo ritraeva in atteggiamenti critici con fanciulli.

"Quanto emerso porta a concludere che le affermazioni del giornale online non possono considerarsi del tutto false, inventate o destituite di qualsiasi fondamento" conclude il pretore, sottolineando inoltre il fatto che il nome dell'uomo non è mai stato citato dal Mattinonline e che la notizia aveva un interesse pubblico, visto che le feste avevano avuto luogo anche in Ticino, a Lamone.

L'organizzatore ha ora 30 giorni di tempo per ricorrere contro la sentenza, rivolgendosi al Tribunale d'appello.

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