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Ticino
Pedofilia online in Italia: l'inchiesta porta in Ticino
Redazione
16 anni fa
Sequestrate 11 mila foto e numerosi video su un server svizzero. I minori venivano ripresi in pose di nudo e poi durante la masturbazione

E’ partita da Siracusa l’inchiesta resa nota lo scorso 20 di luglio che ha portato all’arresto di due professionisti in Toscana e nel Veneto, accusati di produzione e commercio di materiale pedopornografico. E secondo quanto scrive stamane la Regione l'inchiesta porterebbe ora verso il Ticino.L’indagine, coordinata dalle procure di Firenze e Siracusa, ha preso le mosse dall’ennesima denuncia di Telefono Arcobaleno ed ha permesso di mettere le manette al commercialista di Prato Mauro Lazzerini e all'ex insegnante di Chioggia Mauro Ravagnan. E a breve, secondo le fonti legali del quotidiano bellinzonese, potrebbero essere avviate rogatorie internazionali anche verso il canton TicinoLa polizia ha sequestrato il sito internet illegale e ricostruito i movimenti finanziari di 166 transazioni di pagamento per l'acquisto del materiale pedopornografico. Sono stati identificati clienti in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Olanda, Belgio, Regno Unito, Danimarca. Sono stati censiti un milione e mezzo di contatti con una media di circa diecimila visitatori al giorno. L’archivio sequestrato - che era ospitato su server svizzero - è imponente e si compone di oltre undicimila fotografie e numerosi video, materiale in parte prodotto durante alcuni viaggi all’estero degli indagati, prevalentemente in Romania, Tunisia e Malta. Molte delle foto fanno parte di interi set fotografici ove i minori venivano ripresi inizialmente in pose lascive di nudo e poi all’atto della masturbazione. In diversi SMS intercettati gli arrestati fornivano a ragazzini extracomunitari conosciuti nelle vacanze all’estero, “regali” consistenti in ricariche telefoniche, biciclette, abbigliamento, scarpe e cellulari. Hanno tutti un’età compresa tra i 13 e i 16 anni.

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