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Ticino
Pedofilia nella Chiesa, “in Ticino casi molto rari”
Immagine Shutterstock
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Redazione
5 anni fa
Dopo il rapporto shock dalla Francia è lecito chiedersi come sia la situazione nel nostro territorio. Balbo: “Casi che si contano sulle dita di una mano”

Sono cifre orribili quelle giunte ieri dalla Francia a proposito del rapporto – voluto dai vescovi francesi – della Commissione sugli abusi sessuali nella Chiesa. Sono infatti state 216mila le vittime di pedofilia segnalate dal 1950 ad oggi e i preti pedofili in questi 70 anni sono stati oltre 3mila.

L’analisi di Carlo Silini, caporedattore Corriere del Ticino

In Ticino?
È lecito dunque chiedersi quali siano le cifre in Ticino e come funzioni l’iter di denuncia. Per chiarire la questione, infatti, i colleghi di Ticinonews hanno raggiunto Dante Balbo, membro della Commissione diocesana contro gli abusi sessuali che conferma come nel nostro Cantone le cifre siano contenute. Cifre che – sottolinea Balbo – si rifanno alla Conferenza episcopale della Chiesa cattolica che è massicciamente presente sul nostro territorio. Da quando è stata costituita la Commissione ad hoc, nel 2013, “in Ticino abbiamo avuto pochi casi che si contano sulle dita di una mano”. “Se si tratta di minori la denuncia viene fatta d’ufficio”, spiega Balbo. “Se invece si tratta di adulti che hanno subito abusi anche molti anni fa spetta loro decidere cosa fare”. Spesso – aggiunge – rivangare il passato è un’esperienza dolorosa e quindi capita che “semplicemente vogliono ricevere le scuse dalla Chiesa”, aggiunge. Quando però le vittime decidono di denunciare scattano due situazioni. Da una parte la sospensione del diacono o del sacerdote, dall’altra alla conferma dei fatti il diacono o il sacerdote “vengono ridotti allo stato laicale, cioè non possono più esercitare il loro ministero”.

Intervista a Dante Balbo

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