
L'MPS di Bellinzona torna di nuovo sulla questione del cedimento del mobilio presso la nuova Casa Anziani Pedemonte. Dopo aver inoltrato un'interpellanza lo scorso novembre, ora le consigliere comunali Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini chiedono nuovi ragguagli al Municipio sull'esecuzione dei lavori, in particolare di falegnameria, presso la casa anziani.
"Lo scorso 26 novembre 2016 in un locale della nuova Casa Anziani Pedemonte il mobilio attaccato alle pareti ha ceduto" si legge nell'interpellanza. "Un paio di mesi fa avevamo presentato un’interrogazione chiedendo tra le altre cose quali erano state, a mente del Municipio, le ragioni che verosimilmente avevano portato a questo crollo. Lo scorso 24 gennaio 2018 il Municipio così rispondeva, tra le altre cose, a questa domanda: “Il distacco è dovuto verosimilmente al cedimento della struttura/consistenza del materiale ligneo (pannello truciolare) che compone i pensili. Da un’analisi visiva la causa è da ricercare nella mancanza di legante del pannello truciolare dei pensili fissato alla parete…".
"La risposta, ci pare, permette di ipotizzare in modo abbastanza chiaro che questo evento sia legato alla qualità del materiale utilizzato e del lavoro di posa dei pensili" sottolineano Lepori Sergi e Soldini, che paragonano i costi delle due ditte arrivate prime classificate. I pensili rientravano infatti nella commessa per lavori di falegname che il Municipio di Bellinzona, in data 1° aprile 2016 ha deliberato a una ditta del Luganese per un importo di fr. 370'936,25. Una seconda ditta concorrente del distretto di Riviera, evidenziano Lepori Sergi e Soldini, aveva invece proposto un importo di fr. 867'919.05. "Ben Fr 496'982.80 di differenza, oltre il doppio!" fanno notare le due consigliere comunali.
Per Lepori Sergi e Soldini appare dunque chiaro che l’offerta presentata dalla ditta luganese, pur essendo la più bassa, "forse non presentava, dal punto di vista dei materiali quelle garanzie che invece sono necessarie sia nella scelta della qualità che del lavoro di posa". Una circostanza che "non può non suscitare interrogativi sulle procedure in vigore presso la città di Bellinzona in merito alla delibera in occasione delle offerte pubbliche comunali".
Da qui le domande poste al Municipio: "E’ consapevole che sul mercato vi sono ditte che, speculando sulla qualità del materiale e del lavoro, tendono a fare concorrenza sleale e dumping salariale? Come mai il Municipio non si è posto delle domande sull’enorme differenza di prezzo tra le due ditte? E se se le è poste, a quali conclusioni è giunto? Durante il lavoro di posa dei pensili (e più in generale dei lavori di falegnameria) la direzione lavori ha svolto delle verifiche sulla qualità dei prodotti utilizzati e sulla cura della posa degli stessi? Si è verificato se il personale presente sul cantiere fosse regolarmente alle dipendenze della ditta del Luganese? Può confermare le voci secondo la quali il Municipio abbia appaltato a quest'ultima altri lavori di falegnameria (pavimenti in legno alla piscina comunale) a prezzi stracciati ma con materiale rivelatosi scadente? A quanto ammonta la differenza di prezzo in franchi ed in % tra le due ditte?"
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