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Pedemontana, sul fallimento si decide a settembre
Pedemontana, sul fallimento si decide a settembre
Pedemontana, sul fallimento si decide a settembre
Redazione
9 anni fa
Il giudice Guido Macripò ha rinviato l'udienza al prossimo 11 settembre. La Procura di Milano insiste per il fallimento

La procura di Milano insiste nel chiedere il fallimento della Società Autostrada Pedemontana Lombarda (Apl) sostenendo che non è in grado di far fronte agli impegni finanziari necessari per completare il progetto di collegamento tra le province di Varese e Bergamo. Pedemontana, ricordiamo, era già sotto inchiesta per l’ipotesi di falso in bilancio e i pm milanesi Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filippini avevano chiesto a giudici di verificare se la società Autostrada Pedemontana lombarda si trovi "nelle condizioni previste dalla legge fallimentare".

Richiesta che per il pool di legali guidato Luigi Arturo Bianchi "è infondata", ha detto l'avvocato, riassumendo una memoria presentata venerdì scorso, "in quanto al momento "l'insolvenza della società non esiste, il conto corrente è in attivo" e nessun creditore si è fatto avanti.

Stamane davanti al giudice della sezione fallimentare del tribunale i procuratori, che qualche settimana fa avevano presentato una relazione proponendo il fallimento di Apl, hanno ribadito la loro posizione. Posizione confutata dai legali della società sia "sotto il profilo giuridico sia economico-finanziario". Ora il giudice ha dato termine ai pubblici ministeri fino al 21 agosto per depositare le loro repliche scritte mentre i legali di Apl avranno tempo fino al 5 settembre per le loro controrepliche . Una nuova udienza è stata fissata per il prossimo 11 settembre.

Intanto davanti al Palazzo di Giustizia si è tenuto un presidio di un gruppo di lavoratori rappresentati dal sindacato Cub trasporti, i quali hanno chiesto la salvaguardia dei circa 600 posti e al contempo il fallimento anche perché è stato, tra l'altro, fatto notare che gli introiti dei pedaggi sono sotto il 60 per cento di quanto ci si era prefissato. Anche i manifestanti del 'No pedemontana' sono in linea con la Procura.

Per completare i 68 chilometri di collegamento tra le province di Bergamo e Varese della Pedemontana (finora è stato costruito solo un terzo dell'intera opera) sarebbero necessari 5 miliardi di euro. Costi che, secondo la procura, che ha chiesto il fallimento, la società non sarebbe in grado di fronteggiare.

La Pedemontana, controllata dalla società autostradale Serravalle e partecipata da un gruppo di banche tra cui Intesa Sanpaolo, Unione di banche italiane e da Bau Holding Beteiligungs, infatti finora avrebbe a disposizione meno di due miliardi, tra capitale versato dai soci, prestito ponte delle banche, prestito della controllata Serravalle e fondi pubblici questi ultimi ammontano a 1,2 miliardi, di cui 800 milioni già utilizzati).

Per i pubblici ministeri, che tra gli atti depositati nella richiesta di fallimento hanno inserito una relazione del tecnico Roberto Pireddu e che oggi hanno confermato le loro conclusioni, i bilanci dell'azienda non sarebbero in equilibrio e la società risulterebbe sovraccaricata dai debiti nei confronti degli istituti di credito e dei fornitori.

I legali della Pedemontana invece sostengono che i conti correnti della società sono in attivo e che l'assenza di creditori indica che lo stato di insolvenza è solo teorico. Visto che il materiale da esaminare si è rivelato piuttosto voluminoso il giudice Guido Macripò ha deciso di rimandare l'udienza. L'11 settembre, davanti al tribunale fallimentare, le parti discuteranno le memorie che verranno depositate in queste settimane. Al termine dell'udienza, il Tribunale fallimentare si riserverà per la decisione, che verrà presa collegialmente.

A influire sui buchi societari anche lo scarso successo riscontrato dal sistema di pagamento "free-flow", una situazione delicata a tal punto che la società negli scorsi mesi aveva iniziato un piano straordinario di riscossione con l’invio di 2 milioni di solleciti di pagamento, anche ai residenti all’estero (vedi articoli suggeriti).

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