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Pedalò e barchette bloccano il Debarcadero
Pedalò e barchette bloccano il Debarcadero
Pedalò e barchette bloccano il Debarcadero
Redazione
9 anni fa
Sindacati e sostenitori degli scioperanti hanno ostacolato l'approdo della nave Verbania. Continua lo sciopero

Avevano chiesto alla direzione NLM di non far partire natanti verso la Svizzera. All’appello rimasto inascoltato, i sindacati hanno risposto con un’azione che ha ostacolato l’approdo della nave Verbania, il cui arrivo a Locarno era previsto per le 14.30.

A bordo di pedalò e di alcune barchette di pescatori e le barchette, sindacalisti e sostenitori degli scioperanti si sono posizionati sulle acque disturbando le manovre di entrata del natante. Scioperanti e popolazione hanno assistito alla scena in un silenzio assordante.

Un segnale forte per denunciare una situazione di stallo incomprensibili e inaccettabile, che lascia il personale e le loro famiglie nell’incertezza più totale. "Inaccettabile soprattutto il comportamento dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) che sei mesi fa ha rilasciato una concessione che ha permesso il licenziamento collettivo dei dipendenti e che pochi giorni fa ha rilasciato una concessione straordinaria per aggirare lo sciopero. È semplicemente scandaloso, perché si pensa solo alla navigazione e non alla risoluzione della vertenza di cui l’UFT è parte in causa" ha detto Angelo Stroppini, sindacalista del SEV.

"Totalmente inammissibile – ha aggiunto Enrico Borelli, segretario cantonale di UNIA - se si pensa che lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione svizzera. Ed è un diritto inalienabile dei lavoratori e delle lavoratrici che lottano per il loro posto di lavoro e la loro dignità. Non accettiamo che vengano contrapposti l’interesse del turismo ai diritti delle maestranze". Determinato nei toni anche Graziano Cerutti, dell’Ocst: "Questa azione ci voleva e ci sta tutta. E va soprattutto letta come, appunto, un gesto forte per mostrare che la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici non può essere calpestata".

Insomma sulle rive del Verbano si è più determinati che mai. Lo sono le maestranze – che oggi in assemblea hanno votato la prosecuzione dello sciopero - lo sono i sindacati, lo sono tutti i sostenitori che inviano messaggi di solidarietà agli scioperanti. Intanto la petizione in pochissimi giorni ha superato le duemila firme.

Il messaggio è chiaro: da queste secche occorre uscire rispettando soprattutto la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma una via di uscita che rispecchi le rivendicazioni delle maestranze è possibile solo in presenza di una chiara e conclamata volontà politica cantonale e federale, perché anche Berna non può chiamarsi fuori.

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