
Come emerso negli scorsi giorni, la situazione finanziaria di Autostrada Pedemontana Lombarda si sta facendo sempre più difficile, tanto da evocare lo spettro del fallimento nel caso non dovessero essere trovati finanziatori nei prossimi otto mesi. Il bilancio 2016 si è chiuso con una perdita di 7'782'436 euro, un profondo rosso che ha spinto la società a tentare ogni via possibile per reperire un po' di risorse.
La società che ha in gestione la riscossione dei crediti per la tangenziale di Como, quella di Varese e il tratto di Pedemontana, la Nivi Credit SpA di Firenze, dopo una prima ‘ondata’ inviata a inizio aprile agli automobilisti comaschi, ha deciso di inviare ben 2 milioni di solleciti agli automobilisti che si sono "dimenticati" di pagare il pedaggio. Lettere destinate sia ai conducenti italiani sia a quelli stranieri, quindi anche ai ticinesi, che rappresentano una fetta consistente dei debitori della società. Già a ottobre il presidente uscente di Pedemontana Antonio Di Pietro aveva evidenziato come sulla tangenziale di Como l’incidenza dei mancati pagamenti sarebbe dovuta in buona parte ai passaggi occasionali degli automobilisti rossocrociati.
Se Autostrada Pedemontana piange, Autostrade per l’Italia certo non ride, tanto che negli scorsi mesi la Nivi Credit aveva inviato solleciti riguardanti anche passaggi registrati nel 2010 o addirittura nel 2009 (vedi articoli suggeriti). La società di Firenze, come rimarcato più volte dalla stampa italiana, aveva ottenuto scarsi successi nel riscuotere i pedaggi dovuti dagli automobilisti stranieri tramite l’invio di solleciti per posta ordinaria. Urgeva un cambio di rotta e a dicembre il servizio giuridico del TCS, da noi contattato, aveva avvertito che in caso di mancato pagamento dei solleciti la società avrebbe potuto far capo a una ditta di riscossione crediti attiva sul territorio elvetico.
E così è stato. Negli scorsi giorni diversi automobilisti ticinesi si sono visti recapitare una richiesta di pagamento da parte di una ditta di Coira che agisce per conto della Nivi Credit. E le fatture sono decisamente salate: oltre all’importo dei mancati pedaggi (già maggiorati delle spese di Nivi dei precedenti solleciti), la ditta grigionese fattura ben 49.- di spese aggiuntive come "rimborso dei costi dei servizi legali".
Che la salvezza di Pedemontana possa passare anche dal Ticino?
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