
Riceviamo e pubblichiamo la seguente interrogazione del deputato leghista Fabio Badasci:
Secondo l’UFSP (Ufficio federale della sanità pubblica) ogni anno in Svizzera muoiono 9500 persone a causa del consumo di tabacco. La collettività è pertanto gravata da costi dell’ordine di miliardi di franchi.
Sempre secondo l’UFSP nel 2017 in Svizzera fumava il 27,1 per cento della popolazione di età superiore ai 15 anni, con un quota del 31 per cento tra gli uomini e del 23,3 per cento tra le donne. Nella fascia di età 15-24 anni i fumatori erano il 31,7 per cento.
È ritenuto ragionevole ipotizzare che questo dato sia valido pure per il Ticino e quindi rapportabile al numero di fumatori presso l’amministrazione cantonale. Da anni, e in particolare in passato, molto è stato fatto per le prevenzione da dipendenza da tabagismo, un fenomeno da non sottovalutare e che è sempre da ritenere sensibile e problematico. Inoltre è bene constatare come in questi ultimi anni le nuove regole riguardanti i luoghi dove è possibile fumare hanno cambiato considerevolmente le nostre abitudini; difficile trovare qualcuno che oggi possa affermare che la situazione precedente era migliore, sia per quanto riguarda gli esercizi pubblichi sia per il luogo di lavoro.
Il rispetto per chi non fuma e vuole respirare un’aria sana è stato compreso e le regole sono rispettate senza troppi problemi. Tuttavia queste nuove regole obbligano, giustamente, i fumatori (anche quelli che lavorano per il Cantone in locali chiusi) a prendersi pause e uscire dagli edifici pubblici per soddisfare il proprio piacere o vizio, a dipendenza da che parte lo si guarda.
Si vede infatti spesso fuori dagli edifici di Bellinzona funzionari in pausa sigaretta oltre le consuete pause del mattino e del pomeriggio. Pause che anche alla maggior parte dei i colleghi non fumatori sono sempre più indigeste:
Abbiamo una media di 50/60 minuti al giorno di assenza dal posto di lavoro, in aggiunta magari le pausa già consentite di 15 minuti al mattino e 15 al pomeriggio: questa, oltre che un’importante perdita di produttività, è una gran bella disparità nei confronti della stragrande maggioranza dei funzionari che non fumano. Nell’intento di evitare questa disparità e di comunque disincentivare il fumo, chiediamo al lodevole Consiglio di Stato quanto segue:
1. Non ha mai ricevuto reclami da funzionari per pause ripetute da parte dei colleghi fumatori fuori dagli edifici pubblici o nei locali autorizzati?
2. Come intende affrontare la situazione onde garantire un’armoniosa convivenza tra fumatori e non, non solo per la sigaretta e la salute ma per la parità di trattamento?
3. Non intenderebbe disincentivare il fumo negli stabili dell’Amministrazione cantonale, modificando l’art. 22 del Regolamento per i dipendenti dello Stato (dell’11 luglio 2017), prevedendo una timbratura apposita per quei dipendenti che più volte, nell’arco della giornata, escono all’esterno degli edifici per fumare (esistono codici per le più disparate assenze, aggiungere pausa fumo non dovrebbe essere complicato)
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