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Ticino
Paura pedofilia
Redazione
15 anni fa
"Servono norme più severe e una maggiore attenzione da parte dei politici". Sono ben 3 i casi nell'ultimo mese

Tre casi nell'ultimo mese. Un dato che mette i brividi alle mamme ticinesi. E non solo a quelle del bellinzonese e del luganese. Se ne occupa oggi il domenicale il Caffé con un lungo servizio.Nei giorni passati infatti è avvenuto il fermo di Flavio Bomio (69 anni), presidente di una società di nuoto, istruttore conosciuto, finito in carcere per reati sessuali su minori. Dopo di lui, e ancora una volta a Bellinzona, è il turno di un uomo di 40 anni. Per poi terminare con il caso, nel Luganese, di un autista (49 anni) su cui pesa il sospetto di abusi reiterati su giovani e disabili.Una paura dilagante nelle famiglie che ogni giorno combattono con il terrore di mandare i propri figli a scuola da soli, all'allenamento sportivo, o persino a comprare il pane. Forse occorre prendere delle misure più severe, e - rifacendosi a un detto antico, "prevenire è meglio che curare" - qualcuno suggerisce di fare come in America: creare un registro dei pedofili. Proposta nata già da un po' di tempo.Sbattuti nero su bianco dunque. I loro nomi alla consultazione di tutti, affinché si possa generare un clima meno di tensione trovandosi più preparati. Una scelta che aveva trovato pure il consenso dell'ex comandante della polizia, Romano Piazzini, come scrive ilCaffè: "Una manovra che a me, come genitore, convince a metà. Perché sino a quando la lista resta esclusivamente nella sfera giudiziaria va bene, ma se poi succede come negli Stati Uniti, dove i nomi vengono pubblicati anche su internet e nei quartieri quando arriva una delle persone indicate i vicini si passano la voce, no: è inaccettabile", sottolinea Bordoni Brooks.Andreas Barella, presidente dell'associazione dei genitori di Mendrisio, invece, non si trova affatto d'accordo: "Io penso che i ragazzi non debbano vivere nel sospetto che un adulto possa far del male. Devono crescere serenamente sviluppando una sensibilità che li porti a distinguere, questo sì, il senso di una carezza, se è un gesto d'affetto o altro. Le liste per me servirebbero a poco. Capisco che sia possibile una sorta di recidiva, e mi pare lo dicano anche le statistiche. Ma restando al caso di Bellinzona, bisogna ricordare che la persona arrestata non era segnalata e dunque il registro sarebbe servito a ben poco".E la politica? potrebbe istituire dei corsi per il rilevamento e la prevenzione della pedofilia? Servono norme più severe e una maggiore attenzione dai "piani alti"?Sul domenicale, la deputata ppd Francesca Bordoni Brooks, madre e in passato presidente della Conferenza cantonale dei genitori, avverte: "Servono norme precise, che aderiscano alle nuove realtà. Anche se parecchio è stato fatto, come l'imprescrittibilità dei reati, che ora possono essere denunciati anche dopo decine di anni, e che è arrivata grazie a raccolte di firme e l'impegno di associazioni a favore dell'infanzia". Per i genitori la pedofilia è ormai un incubo costante. "Un po' perché non credo esista una prevenzione assoluta, un po' perché è davvero difficile trovare misure che isolino queste persone", spiega Guido Della Bruna, presidente dell'Associazione genitori del Locarnese.Mentre si aspetta che qualcosa si smuova, l'Associazione Svizzera per l'infanzia, ha indicato una serie di precauzioni: "la soglia d'attenzione su incontri pericolosi e la scelta di un adulto di riferimento, che non necessariamente deve essere un genitore o un parente, ma deve essere comunque una persona di cui il bambino si fida e con cui può confidarsi".

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