
Paulina ha ripreso il 18 maggio i lavori da sud nella seconda canna del Gottardo. Noi siamo andati ad Airolo per vederla dal vivo e guardarla in faccia. Tuta catarifrangente, stivali, casco e saliamo sul furgone. All’ingresso del traforo salutiamo Santa Barbara e imbocchiamo un cunicolo di collegamento creato appositamente e in poco tempo arriviamo a destinazione. Paulina è là e continua a lavorare. La fresa che lo scorso giugno si è dovuta arrestare per un problema geologico: una caduta di materiale, 2 mila metri cubi di roccia aveva creato un vuoto. Il problema è rientrato grazie a delle iniezioni cementizie. Dieci giorni fa Paulina ha ripreso il suo cammino di 20 metri al giorno. A spiegarcelo Nicolas Pagani capogruppo sud USTRA: "Le parti a forma di disco sono rulli che rompono la roccia. Il materiale cade in basso e viene raccolto dai fori esterni. All'interno della testa della fresa i detriti vengono poi trasportati all'esterno".
Superato il problema, Paulina riprende a camminare
Un evento raro vederla in faccia. Un sollievo quando gli addetti ai lavori, aggirando il problema e scavandole di fronte, l’hanno ritrovata. "C'era una certa preoccupazione di come avremmo trovato la testa", ci dice Udo Oppliger capoprogetto generale del secondo tubo del Gottardo. "È rientrata subito: abbiamo visto che nn c'era nessun danneggiamento". A nord 4 km scavati. A sud Paulina è ripartita dopo aver percorso 192 metri, 2% del tragitto. Le attende ancora un lungo viaggio. "Ci aspettano circa 5 km di avanzamento prima di raggiungere l'altra camera, in corso di scavo nella zona disturbata. Questa zona è stata scavata a quasi l'80%", afferma il vicedirettore USTRA Guido Biaggio.
Obbiettivo 2030
6-8 mesi di pausa. L’intenzione è ora di accelerare e di rispettare i limiti. È da capire, calcolando costi aggiuntivi, se il santo vale la candela. "Oggi possiamo dire ragionevolmente che possiamo garantire l'apertura alla fine del 2030", sostiene Biaggio. "Ci sono delle misure in studio per accelerare i tempi. Crediamo di riuscire in questo esercizio per esempio avanzando maggiormente con la fresa da nord oppure anticipando le centrali di ventilazione che sono sul cammino critico".
E l'arsenico?
Paulina incontrerà, semplificando, due rocce. Granito e Gneiss. Il primo è utile per la produzione di calcestruzzo e dunque per i rivestimenti. Sul suo cammino anche materiale contente arsenico. "Questo materiale verrà stoccato provvisoriamente a Stalvedro e depositato sulla copertura di Airolo se le concertazioni non raggiungono un certo limite. Se il limite viene superato verrà smaltito in discariche ufficiali", ci dice Oppliger. Salutiamo infine Paulina e i suoi operai attendendo nei prossimi mesi ulteriori aggiornamenti.

