
Ancora ieri, per l'ennesima volta, il patentino per fungiatt è stato oggetto di discussione in Commissione della legislazione.
Come noto, la nuova Legge sulla raccolta dei funghi approvata dal Governo non raccoglie l'unanimità tra i commissari, che nelle scorse settimane avevano deciso di redigere due rapporti, uno favorevole (a firma di Sabrina Aldi), l'altro contrario (affidato a Giovanna Viscardi).
Ed è questa seconda posizione, secondo il Giornale del Popolo, che sembra ottenere la maggioranza all'interno della commissione.
La bocciatura del patentino per fungiatt è già sicura da parte di PS e Verdi. "Non capiamo in che modo il patentino potrebbe migliorare la situazione" afferma Carlo Lepori, secondo cui le norme ci sono già, basta farle rispettare. "Inoltre si pone il problema della libertà di girare nei boschi per i cittadini. Ad esempio se qualcuno si reca nei boschi per una passeggiata e trova un fungo, come potrebbe raccoglierlo senza patentino?" aggiunge il deputato PS.
"Si rischia di creare molta burocrazia e di obbligare i residenti a dover richiedere il patentino, limitandone la libertà di movimento nei boschi" gli fa eco la verde Michela Delcò Petralli.
Anche in casa PPD ci si orienta verso il no. "Da un lato il patentino rappresenta uno strumento utile per controllare il numero di persone che vanno nei boschi, dall’altro lato però significa introdurre ulteriore burocrazia" spiega Maurizio Agustoni. "Inoltre la divisione in 12 zone crea qualche problema perché un fungiatt che volesse raccogliere funghi in diverse aree sarebbe costretto a munirsi di più patentini. A mio avviso per evitare i problemi la prima esigenza sarebbe quella di introdurre un maggior numero di controlli."
Nel PLR si registra invece una spaccatura, come conferma Franco Celio: "Ci sono opinioni divergenti" dichiara il deputato.
Dal canto suo l'UDC si riserva di decidere una volta che saranno pronti i due rapporti.
L'unico partito compatto a favore del patentino per fungiatt è quindi la Lega. Troppo poco per garantire una maggioranza alla misura voluta da Claudio Zali, che in commissione sembra quindi andare verso la bocciatura. A dire l'ultima parola sarà in ogni caso il Gran Consiglio.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

