
Rischia di essere ancora lunga la strada del patentino per fungiatt prima che possa entrare in vigore, se mai entrerà in vigore come è stato pensato.
La misura proposta dal direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali per frenare l'afflusso di cercatori di funghi provenienti da oltre frontiera era stata approvata dal Consiglio di Stato nell'ottobre scorso. In gennaio Zali aveva poi tenuto un'audizione davanti alla Commissione della legislazione, che però per vari motivi da allora non ha ancora redatto alcun rapporto.
Un motivo, come spiega oggi il Corriere del Ticino, è che colui che era stato incaricato di redigere il rapporto, Angelo Paparelli, è nel frattempo deceduto, per cui il suo lavoro dovrà essere ripreso da un altro deputato, la leghista Sabrina Aldi.
Ma oltre al passaggio di mano del dossier, a frenare il patentino per fungiatt sono le perplessità di vari commissari. Il progetto di legge prevede infatti la divisione del Ticino in 12 aree regolamentate, scelte in base al forte afflusso di cercatori di funghi dall'Italia e da oltre Gottardo. Ma alcuni commissari esprimono dubbi su questa suddivisione, temendo che un fungiatt che voglia raccogliere funghi in più aree si trovi così costretto a richiedere più patentini. C'è quindi chi propone di creare un unico patentino cantonale.
Un altro nodo da sciogliere è quello dei contingenti, visto che è previsto un numero massimo di patentini. C'è chi teme che anche dei cercatori di funghi residenti in Ticino possano così vedersi privare del loro hobby una volta esaurito il contingente. Si vorrebbe quindi modificare la legge inserendo il principio che tutti i residenti hanno il diritto di raccogliere funghi.
Insomma, la concretizzazione del patentino per fungiatt non sembra essere per domani.
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